Grecia. Anti-costituzionale la tassa emergenziale sulla proprietà del 2011
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I giudici della Corte suprema greca, in una sentenza preliminare che deve essere ancora confermata dalla Corte in seduta plenario, hanno deciso venerdì che la “tassa d'emergenza creata sulla proprietà nel 2011 fosse anti-costituzionale e contraria alla Convenzione europea dei diritti umani”, riporta il blog Ktg.
Secondo il ragionamento della corte, la tassa in questione è stata infati imposta senza valutare criteri economici sui contribuenti proprietari, che avevano già subito gravi tagli di reddito e pensioni, oltre a una tassazione già imponente. “Tutto il carico che i contribuenti hanno ricevuto ha avuto l'effetto di causare ulteriore sofferenza alla situazione economica e familiare dei cittadini e inficiato sulla possibilità di condurre una vita dignitosa”, si legge nella sentenza.
La Corte ha rilevato che la sua imposizione viola palesemente il primo Protocollo della Convenzione europea dei diritti umani, l'articolo 2 della Costituzione greca che protegge il rispetto della proprietà, l'Articolo 4 che si riferisce all'uguaglianza sostanziale tra i cittadini, l'art. 20 sul diritto di accesso alle corti, l'art.21 che protegge la famiglia e il 78 che chiarisce come una tassa possa essere imposta solo con legge.
La tassa emergenziale del 2011, in aggiunta alle imposizioni fiscali sulla proprietà già esistenti, era stata originariamente prevista per due anni (2011 e 2012), ma è poi divenuta permanente colpendo annualmente ogni proprietario immobiliare con 500 euro annuali in un tempo di drammatica recessione, disoccupazione di massa e tagli ingenti a salari e pensioni.
Il caso era giunto alla Corte suprema dopo che il Ministro delle finanze aveva fatto appello contro un tribunale di primo grado che l'aveva giudicata anti-costituzionale.

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