Grecia: cresce la protesta sociale

Mentre il governo si appresta a presentare al Parlamento le misure d'austerità, il popolo si ribella

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Il governo di Antonis Samaras mercolediì sera dovrà affrontare il test decisivo della legislatura, con il Parlamento chiamato a votare sul pacchetto dei tagli al bilancio per 13,5 miliardi per il biennio 2013-2014, condizione indispensabile richiesta dalla troika (Ue, Bce e Fmi) per concedere al Paese l'ultima tranche di aiuti per 31,5 miliardi. Il pacchetto, secondo la maggior parte degli osservatori politici, dovrebbe essere approvato anche se con una risicata maggioranza. Sulla carta il governo Samaras (sostenuto da Nea Dimokratia del premier, dal socialista Pasok guidato da Evangelos Venizelos e da Sinistra Democratica (Di.Mar) di Fotis Kouvelis - dispone di 176 seggi. Saranno necessari 151 voti per l'approvazione, ma i 16 deputati del Di.Mar hanno gia' fatto sapere che saranno in aula pero' si asterranno dal voto. Nea Dimokratia ha 127 deputati che votano compatti, ma quasi la meta' dei 33 parlamentari del Pasok la scorsa settimana si è ammutinata e ha votato contro un ddl per la privatizzazione delle aziende statali. Venizelos ha minacciato che espellera' dal Pasok coloro che voteranno contro il pacchetto. Secondo i giornali dovrebbero essere 26 i deputati del Pasok che approveranno il pacchetto di austerita', ma ripensamenti e sorprese sono sempre possibili.
Nel frattempo, la piazza si surriscalda e oggi per la Grecia e' cominciata un'altra settimana da incubo con scioperi che toccano tutte le categorie e proteste contro le misure di austerita'. La giornata si e' aperta con un secondo sciopero di 24 ore dei giornalisti (dopo quello di mercoledi' scorso) contro l'intenzione del governo di incorporare l'Ente previdenziale del personale del settore dei media (Etap-Mme) all'Ente nazionale per le Prestazioni di Servizi Sanitari (Eopyy). Domani e dopodomani, invece, comincera' lo sciopero generale di 48 ore (il quarto in sei settimane) proclamato dai principali sindacati del settore pubblico (Adedy) e privato (Gsee) e si fermeranno tra gli altri i dipendenti della sanita' e della pubblica istruzione, i funzionari dell'erario, delle banche e delle Amministrazioni locali. All'astensione dal lavoro aderiscono i giudici e gli avvocati che saranno in sciopero per l'intera settimana, i farmacisti e i lavoratori della compagnia per l'energia elettrica (Deh) che hanno annunciato uno sciopero di 48 ore a partire da oggi. Anche navi e traghetti rimarranno attraccati nei porti in seguito alla decisione della Federazione nazionale dei marittimi di aderire all'agitazione, mentre i mezzi di trasporto urbani hanno iniziato da oggi una lunga serie di scioperi. Sempre doomani dalle 10:00 alle 13:00 incroceranno le braccia anche i controllori di volo, in pratica isolando la Grecia dal resto del mondo. Ancora per domani mattina Gsee e Adedy hanno in programma una grande manifestazione di protesta nel centro di Atene mentre il Pame, sindacato vicino al Partito Comunista di Grecia (Kke), ha dato appuntamento in mattinata a simpatizzanti e iscritti nella centrale piazza Omonia. Anche per mercoledi', giorno in cui il Parlamento votera' il pacchetto delle misure di austerita', sono previste manifestazioni a partire da quella indetta nel pomeriggio da Gsee e Adedy nella centralissima piazza Syntagma di fronte al Parlamento.

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