Greta, perché lo scetticismo a prescindere non serve a niente

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Greta, perché lo scetticismo a prescindere non serve a niente



Pubblichiamo una riflessione del Prof. Andrea Zhok sul movimento ambientista mondiale che si sta formando intorno alla figura della sedicenne svedese Greta Thumberg. Riteniamo importante, in questa fase in cui si sta consolidando la mobilitazione e nel grande rispetto per una così nobile causa, dare massimo respiro a tutti i contributi più validi. Da quelli che mostrano le oggettive lacune attuali a quelli più propositivi come questo. Dal fallimento del Movimento No Global a oggi, è stata proprio la carenza di strutturare attraverso principi cardini chiari la via da seguire che ha permesso, ogni volta, al grande capitale di distruggere dall'interno e indirizzare le nobili mobilitazioni a proprio piacimento. (L'Antidiplomatico)


di Andrea Zhok*


Comunque continuare a fare le pulci a colpi di massimi sistemi sulla questione ecologica credo si configuri come una patologia dello spirito.
 

Mi sono appena letto un articolo di quell'insignificante personaggio, pompato dai media per anni, di Zichichi, che vorrebbe "rimandare a scuola Greta" perché non ha studiato gli algoritmi usati dai climatologi.
 

Ma Zichichi a parte (che forse più che di clima dovrebbe occuparsi di climaterio) è tutto un fiorire di astuzie sopraffine.
 

Ci sono i rivoluzionari senza se e senza ma che compiangono la scarsa coscienza politica dei giovani.
 

Ci sono benaltristi di professione, che inseguono i manifestanti per beccarli in castagna se buttano cartacce.
 

Ci sono i 'complottisti de sinistra', che dopo essersi bevuti per tutta la vita ogni moda fighetta 'de sinistra', pensando fosse l'alba della rivoluzione, e andando regolarmente a sbattere, ora si ritraggono delusi nella loro superiore saggezza.
 

Ci sono i 'complottisti de destra', che dopo essersi bevuti in fila indiana Andreotti, Forlani e Berlusconi, che mentre agitavano lo spettro del comunismo gli svuotavano le tasche, ora si ritraggono anch'essi delusi, forti della raggiunta maturità.
 

Ci sono infine schiere di climatologi laureati all'università della vita che ridacchiano sulla credulità dei ggiovani perché loro, invece, hanno visto un video rivelatore su youtube.
 

Francamente, avete mantecato gli zebedei.
 

Ora, se siete semplicemente parte di quelli che cercano di darsi un tono recitando quelli-che-la-sanno-lunga-e-non-si-lasciano-incantare-dai-media, va benissimo, però sappiate che è un ruolo oramai logoro e che lascia più un retrogusto tipo 'narciso irrancidito'.
 

Se invece siete seriamente preoccupati delle capacità manipolative dei media e dei detentori di capitale, ottimo, allora smettete di abbaiare alla luna e datevi da fare nello spiegare QUALI sono le insidie e COME evitarle.


Si teme che l'ambientalismo venga usato per avviare un'ondata di austerity sui consumi dei poveri? O che serva a questo o quel paese per ottenere vantaggi competitivi su altri? O che sia un modo per distrarre i giovani da ben altri temi? Su ciascuna di queste insidie, e su molte altre, si possono approntare risposte adeguate. 


Fatelo. 


E smettetela con questo scetticismo a prescindere, che è solo l'epitome di una deprimente inettitudine politica.



*Professore di Filosofia Morale a Milano

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