Guinea-Bassau: accordo militari opposizioni per la spartizione del potere

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Guinea-Bassau: accordo militari opposizioni per la spartizione del potere

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I militari in Guinea- Bassau, protagonisti di un colpo di stato la scorsa settimana, hanno dichiarato di essere pronti a dividere il potere con l'opposizione, attraverso un organo di transizione comune. “Tutte le istituzioni politiche verranno eliminate, incluso il Parlamento, e rimpiazzate da un Consiglio Nazionale di transizione”, ha confermato un portavoce delle opposizioni, Fernando Vaz. Dei 35 partiti dell'opposizione, secondo le prime indiscrezioni solamente 22 faranno parte dell'organo, mentre sarà escluso il partito che ha guidato il paese negli ultimi dieci anni, l'African Party for the Independence of Guinea-Bissau and Cape Verde (PAIGC) dell'ex primo ministro Gomes Junior, agli arresti dopo il golpe.
La presa di posizione dei militari è successiva ad una visita di una delegazione dell'Ecowas, l'organizzazione regionale che racchiude gli stati dell'Africa occidentale, che ha persuaso i militari a riconsegnare il potere ai civili. In uno stato in cui nessun presidente è riuscito a completare il suo mandato presidenziale dall'indipendenza dal Portogallo nel 1974, l'ultimo colpo di stato è avvenuto poco prima del ballottaggio presidenziale, resosi necessario dopo la morte di Malam Bacai Sanha previste per il 29 aprile. Il primo ministro, detenuto dall'esercito, Gomes Junior vincitore nel primo turno si sarebbe affermato come nuovo presidente. Il suo principale oppositore, Kumba Yala, aveva però deciso di boicottare le urne per gli evidenti brogli del partito al potere durante la prima tornata. 
Domenica la giunta ha inoltre chiuso tutto lo spazio areo e marino del paese dopo che il Portogallo aveva annunciato la possibilità di inviare forze dell'esercito ad evacuare i propri cittadini. I sindacati nazionali hanno invocato uno sciopero generale per la giornata di lunedì in protesta contro il colpo di stato, già condannato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l'Unione Africana e l'Ecowas.
Non rimane ancora chiaro chi vi sia al comando delle operazioni, rivendicate da un non meglio specificato “commando militare”, che non sembra includere i vertici dell'esercito. In una dichiarazione letta alla radio nazionale venerdì, i militari avevano dichiarato di non voler tenere il potere ed hanno agito per impedire quello che hanno definito un intervento straniero del paese ed un modo per spazzare via l'esercito dalla Guinea-Bissau.

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