Ricordando la sua esperienza di reporter a Beirut nel 1982, Thomas Friedman nella sua rubrica del 14 febbraio, Like Father, Like Son, compie un interessante parallelo tra lo sterminio di civili compiuta da Al-Assad ad Homa e quella del padre Hafez esattamente trent'anni fa nella stessa città.
Testimone diretto delle venti mila vittime conseguenze della prima repressione, Friedman scriveva il suo celebre “Hama Rule”, libro in cui si sottolineava come il messaggio eccessivamente violento del regime fosse rivolto non tanto e non solamente ai promotori della rivolta, la Fratellanza Mussulmana siriana, quanto a prevenire ogni possibile tentativo delle nuove generazioni. Nella rivolta di oggi contro il regime di Al Assad, l'Hama Rule della repressione è rivolta ad un'intera generazione che chiede cambiamento. Come sottolineano Navtej Dhillon and Tarik Yousef, autori di “Generation in Waiting: The Unfulfilled Promise of Young People in the Middle East,” in Medio Oriente vivono più di 100 milioni di individui in un'età compresa tra i 15 ed i 29, 67 milioni in più delle stime del 1990. Le frustrazioni in termini di lavoro, emancipazione personale e sociale hanno del resto determinato la base della rivolta in Siria e in tutto il modo arabo.
Sorta come non settaria e non violenta, la rivolta dei giovani siriani rischia però di irrigidire le divisioni etniche, permettendo ad Assad di mantenere il sostegno non solo degli Alawiti, ma anche di molti sunniti che hanno economicamente beneficiato del regime. Per questo, conclude Friedman, Assad potrà essere rimosso ed il processo di transizione democratica iniziare solo se si verificheranno due condizioni indispensabili. Da un lato, le Nazioni Unite, l'Ue e i paesi arabi hanno il dovere di convincere Mosca, Pechino e Tehran a togliere il sostegno ad un regime che uccide migliaia di civili inermi. Il ruolo degli Usa è marginale verso questi tre paesi ma una risposta univoca della comunità internazionale non potrebbe non essere ascoltata. D'altro lato, l'opposizione siriana ancora etnicamente divisa deve trovare un modo di offrire un programma tollerabile anche per Alawiti, cristiani e commercianti sunniti, promettendo loro la garanzia ed il mantenimento delle libertà e dei diritti di proprietà acquisita. Solo in questo modo una nuova Siria pluralistica potrà offrire al mondo un modello vincente per il dopo Assad. Più l'opposizione rimarrà divisa, più Assad avrà la forza di un regime che si assurgerà al ruolo di paladino contro il caos.
L'Homa Rule di Friedman ci permette di comprendere come i metodi del regime non siano cambiati in 30 anni. Ciò che è profondamente mutata è la consapevolezza delle possibilità d'autodeterminazione dei popoli arabi. Anche senza una azione decisa della diplomazia mondiale, Assad sarà costretto a cedere. Ma senza un intervento della comunità internazionale a sostegno dell'opposizione, invece che un processo di democratizzazione vi sarà un implosione etnica.
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