I conservatori abusano della parola libertà

L'ultima battaglia dei repubblicani: eliminare i sussidi alimentari

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I conservatori abusano della parola libertà

Con i gruppi di lobbying che si definiscono FreedomWorks e la riforma della sanità che viene denunciata non per i costi ma come assalto alle libertà, questa parola viene spesso abusata nella retorica dei conservatori americani. Con questa premessa Paul Krugman in Free to Be Hungry sottolinea come la definizione da destra di libertà non sarebbe riconosciuta da Franklin Delano Roosvelt, in particolare per quel che riguarda la terza delle sue famose “Quattro libertà” – la libertà dal bisogno.  La guerra ad i sussidi alimentari che i repubblicani al Congresso hanno appena lanciato, votando per tagliare drasticamente il Supplemental Nutritional Assistance Program (SNAP) nel momento in cui, al contrario, si apprestano ad alzare notevolmente i sussidi ad i contadini sembra dimostrare proprio questo. 
Il programma dei sussidi alimentare è diventato un bersaglio per i conservatori, impegnati a portare avanti la tesi che le spese del governo siano esplose sotto la presidenza Obama. Di fronte alla realtà del fatto che il pubblico impiego sia profondamente calato e la spesa complessiva è in diminuzione rispetto al Pil, lo SNAP è realmente cresciuto molto con i richiedenti che sono aumentati dai 27 milioni di americani nel 2007 ad i 48 milioni di oggi. Quello che i conservatori guardano come una battaglia  contro i programmi governativi è visto, tuttavia, dal resto delle lpersone come il normale funzionamento di un programma di Welfare state: aiutare le persone in una fase di crisi. La crescita recente dello Snap non è usuale, così come non lo è stata la Grande Recessione del 2007-9 e la fragile ripresa che ne è seguita. La buona notizia è che questi sussidi esistano ed hanno mitigato l'impatto della crisi a livello sociale, tenendo milioni di americnai fuori dalla povertà.
E non è il solo beneficio del programma, sottolinea il Columnist del Nyt. E' noto in dottrina come i tagli alla spesa in un'economia depressa acuiscono la recessione e con la spesa del governo che continua a diminuire, l'aumento dello Snap  ha indirettamente aiutato a salvare centinaia di migliaia di lavori. 
Ma la recessione è finita nel 2009 e, si domanda Krugman, perché allora la ripresa non ha bloccato l'aumento dello Snap? La risposta è che la ripresa è stata debole e non ha riguardato che le fasce più alte della popolazione con una diseguaglianza sociale che appare sempre più ingiustificata. Aggiustato per l'inflazione, il reddito dell'1% della popolazione più ricca ha accresciuto del 31% i suoi proventi dal 2009 al 2012, ma il reddito reale della base del 40% di americani più poveri è crollato del 6%. E quindi perché mai i sussidi alimentari sarebbero dovuti diminuire? Paul Ryan, presidente della House Budget Committee li ha citati come uno degli esempi in cui il Welfare si trasforma in “un'amaca che culla le persone a vite di dipendenza ed adeguamento” - “a hammock that lulls able-bodied people to lives of dependency and complacency”
L'amaca. Lo scorso anno, prosegue Krugman nella sua analisi, la media dei sussidi era di 4,45 dollari al giorno. Inoltre, circa due terzi dei beneficiari dello Snap sono bambini, anziani o disabili e la maggior parte del resto riguarda adulti con bambini a carico. Si potrebbe riassumere che assicurare una nutrizione adeguata ad i bambini sia l'obiettivo primario dello Snap. Due economisti, Hilary Hoynes e Diane Whitmore Schanzenbach, hanno studiato l'impatto negli anni '60 e '70 del programma, quando i sussidi sono stati gradualmente introdotti, ed hanno scoperto che i bambini che hanno ricevuto assistenza prima sono cresciuti più sani e più produttivi di quelli che non hanno avuto la stessa possibilità e non hanno più fatto ricorso ad altri programmi di Welfare. 
Lo Snap, in conclusione, è un programma pubblico che si esplica al suo meglio: non solo aiuta coloro che hanno bisogno, ma li aiuta ad uscire dal bisogno. Anche alcuni intellettuali conservatori, conclude il premio Nobel per l'economia, ritengono che la guerra ad i sussidi alimentari, in parallelo ad i maggiori sussidi forniti ad i contadini, sia un male per il Pil e per il consenso del partito. Ma la linea scelta dai repubblicani non cambia.

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