I dati macroeconomici inchiodano gli ottimisti della ripresa

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I dati macroeconomici inchiodano gli ottimisti della ripresa

Rispetto a chi si è affrettato ad annunciare l'imminente ripresa, l'Eurostat ha rilevato la settimana scorsa un crollo della produzione industriale dell’eurozona dell’ 1,5% tra giugno e luglio, il maggior calo registrato da settembre dello scorso anno, con i  livelli generali tornati ad i minimi degli ultimi 3 anni. Secondo Alex Brittan del Wall Street Journal il calo della produzione in tutte le principali economie dell’eurozona – Germania, Francia e Italia – suggerisce che l’intera economia europea potrebbe presto tornare in recessione, riacuendo la crisi del debito. A tal proposito, secondo il Fondo Monetario Internazionale, il debito pubblico dell’intera eurozona arriverà a fine anno al 95% del prodotto interno lordo, dal 70% che era nel 2008.
La produzione industriale tedesca, prosegue il Wsj, è calata del 2,3%, annullando un incremento di proporzioni simili nel mese precedente e l'economista Olaf Wortmann intervistato dal giornale finanziario ha dichiarato come le aziende stiano rimandando gli investimenti non fidandosi della sbandierata ripresa dell'eurozona. 
Nonostante la BCE abbia migliorato le sue previsione sull’attività economica per quest’anno, Mario Draghi ha chiarito di attendersi una contrazione dello 0,4% e ha cercato di mettere un freno alle speculazioni su un forte rimbalzo dell’economia. La natura anemica della ripresa è riflessa  anche dai dati riguardanti l’inflazione di agosto in molti paesi della zona. In Irlanda, l’inflazione annuale ha toccato il minimo da tre anni dello 0,2%, mentre in Francia è calata allo 0,9% e in Spagna all’1,5% dall’1,8% di luglio.

Per una traduzione completa dell'articolo di Alex Brittan si rimanda e si ringrazia a Voci dall'estero: http://vocidallestero.blogspot.it/2013/09/wsj-precipita-la-produzione-industriale.html

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