I giganti del web sapevano dello spionaggio della Nsa

A rivelarlo è il capo dell'ufficio legale dell'Agenzia Usa

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I giganti del web sapevano dello spionaggio della Nsa

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Rajesh De, capo dell'ufficio legale della National Security Agency (Nsa), ha affermato nel corso di un’audizione alla Privacy and Civil Liberties Oversight Board che le principali aziende infromatiche statunitensi - Google, Apple, Microsoft e Facebook - erano a conoscenza dell'utilizzo dei dati personali degli utenti all'interno del progetto governativo Prism, il primo ad essere svelato da Edward Snowden, ex contractor dell'agenzia americana. 
 
L'esistenza di Prism è stata resa pubblica nel mese di giugno, quando il Guardian e il Washington Post hanno divulgato  documenti classificati sottratti da Edward Snowden alla Nsa. Le aziende coinvolte nel programma - tra cui AOL, Apple, Google, Facebook, Microsoft e Yahoo - hanno subito negato di essere a conoscenza che la NSA avsse accesso ai dati dei clienti. 
 
L'ultimo, in ordine di tempo, ad aver personalmente protestato con la Casa Bianca per i programmi di controllo e soverglianza sulla rete è stato Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo di Facebook.
 
In un post sulla sua pagina personale, Zuckerberg scrive: "Quando i nostri ingegneri lavorano instancabilmente per migliorare la sicurezza, immaginiamo che dobbiamo proteggerci dai criminali, non dal nostro governo, che dovrebbe essere il numero uno per la connessione internet, non una minaccia. C'è bisogno che il loro operato sia molto più trasparente di quanto lo sia ora, o la gente penserà il peggio. Ho chiamato il presidente Obama per esprimere la mia frustrazione per il danno che il governo sta creando a tutto il nostro futuro. Purtroppo, sembra che ci vorrà molto tempo per una vera riforma organica. Quindi tocca a noi, a tutti noi, creare la rete che vogliamo. Insieme possiamo costruire uno spazio più ampio di quanto lo sia oggi in tutto il mondo, più sicuro e più protetto". 
 
"Sono impegnato a fare in modo che ciò accada e tutti possono stare certi che Facebook farà sempre la sua parte", concludeva il Ceo di Facebook. 

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