I leader europei nel frattempo pensano a pellicce, vodka e caviale...
L'Ue potrebbe imporre prime restrizioni alla Russia nel prossimo vertice
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I leader dell'Unione europea, questa settimana, terranno una prima discussione per adottare un terzo livello di sanzioni contro la Russia che potrebbero andare a colpire beni di lusso e le importazioni di petrolio e gas.
Come riporta 'Reuters', un documento di due pagine, che stabilisce tre scenari, bassa, media e alta intensità di sanzioni, è stato diffuso agli Stati membri il mese scorso, e costituirà la base di discussione al vertice che si terrà il 27 maggio.
In base al primo scenario, di bassa intensità, l'UE dovrebbe imporre restrizioni sulle importazioni di beni di lusso russi compresi i diamanti, i metalli preziosi, pellicce, vodka e caviale. In termini d’esportazioni, l'UE potrebbe limitare la vendita di fertilizzanti, prodotti chimici, pneumatici e vasi, anche se i componenti per l'acciaio e l'industria nucleare sarebbero esclusi. Ci sarebbero anche restrizioni sulle importazioni ed esportazioni di armi.


Lo scenario centrale include restrizioni sul commercio e gli investimenti connessi ai servizi finanziari, nonché la libera circolazione dei capitali, un divieto di importazione di carbone, restrizioni sul trasporto marittimo e stradale e una pausa degli investimenti nel settore energetico russo.
Lo scenario a più alta intensità, infine, prevedrebbe restrizioni sul mercato dei capitali, divieto di nuovi investimenti in Russia, una rigorosa applicazione delle norme di regolamentazione dell'UE in materia di eventuali attività russe detenute in società europee, e, infine, un completo divieto d’importazioni di petrolio e gas dalla Russia. un completo divieto d’importazioni di petrolio e gas dalla Russia.


Il divieto di importare petrolio e gas, spiega Reuters, avrebbe un forte impatto sull'economia. L'UE importa circa il 30 per cento del fabbisogno energetico dalla Russia, a un costo complessivo di circa 130 miliardi di euro nel 2013, secondo i dati della Commissione europea. Diversi paesi sono quasi completamente dipendenti dall'energia russa.
Le misure in esame da parte dell'UE sono quelle che sono state definite “fase tre” – dopo il divieto di viaggio e il congelamento dei beni ai principali dirigenti russi e ucraini - tuttavia, mentre l'Unione europea ha più volte detto che è pronta a muoversi per mettere in scena le tre fasi di sanzioni, se la Russia destabilizza l’Ucraina orientale o interferisce con le elezioni presidenziali il 25 maggio, tale decisione non è unanime.
Alcuni paesi con stretti legami commerciali ed energetici con la Russia, come l'Italia, la Grecia e la Germania, sono preoccupati per il potenziale impatto sulle loro economie dell’applicazione di sanzioni più severe, e altri, come Cipro e l'Austria hanno stretti legami finanziari. A meno che non vi sia un consenso unanime sull’inasprimento delle sanzioni, l'UE non sarà in grado di proseguire, e questo sarà un ostacolo frustrante per gli Stati Uniti.
La Deutsche Bank sostiene che l'Europa può permettersi d’imporre dure sanzioni alla Russia, ma “la crisi Ucraina e ulteriori sanzioni non saranno irrilevanti per il profilo della ripresa europea”
Gli Stati membri dell'UE rimangono fortemente preoccupati per il possibile contraccolpo provocato dalle eventuali dure sanzioni contro la Russia, e i diplomatici non vogliono provocare una nuova crisi economica, dopo anni di turbolenze sul debito.
Ciò suggerisce che mentre le sanzioni saranno il tema chiave del vertice di martedì, il raggiungimento di una posizione unanime su ulteriori misure rimane piuttosto improbabile.

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