I leader mondiali devono dire la verità, ma non sono in grado

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I leader mondiali devono dire la verità, ma non sono in grado

Per Friedman, nella rubrica What locusts ate, l'aspetto più preoccupante dell'attuale crisi economica è la totale assenza di una leadership mondiale in grado di dire ai loro popoli la verità, cioè che quattro dei pilastri dell'economia mondiale — Europa, America, Cina e mondo arabo — hanno, per motivi diversi, sperperato i dividendi ottenuti nelle decadi precedenti e ora devono gestire nel modo più appropriato le poche risorse a loro disposizione. Una radicalizzazione politica, è la pessimistica visione di Friedman, renderà la ripresa economica ancora più difficile.
Per quel che riguarda la situazione europea, Grecia, Italia, Spagna e Portogallo hanno tutti beneficiato del “dividendo tedesco”, vale a dire bassi tassi d'interesse anche senza la disciplina e la produttività dei risparmiatori e dei lavoratori tedeschi. Invece di sfruttare questi dividendi per modernizzare e rendere più produttive le loro economie, questi paesi hanno però speculato su bolle immobiliari e finanziarie, indebolendo banche ed istituti di credito. La situazione ormai è talmente grave, che per alcuni paesi non vi è più spazio di manovra, come sottolinea Nikolaus Blome, capo opinionista del giornale Bild. “La Grecia deve essere ricostruita come uno stato in via di sviluppo e qualcuno tra i paesi della zona euro deve dire la verità ad Atene: un nuovo inizio può avvenire solo dopo una fase radicale di riforma, lasciare l'euro”, ha dichiarato Blome.
Il mondo arabo ha vissuto 50 anni di regimi autocratici in cui paesi come Libia, Tunisia, Egitto, Siria e Yemen avrebbero potuto vivere riforme dall'alto, come è avvenuto in Corea del Sud e Taiwan, ma che hanno ignorato tutto questo e utilizzato le loro risorse per arricchire una piccola porzione della popolazione e distrarre il resto con obiettivi futili: Israele o il populismo in stile Nasser. A suo credito, la Cina ha utilizzato il suo ampio dividendo fornitogli dalle esportazioni per costruire infrastrutture, educare il suo popolo e costruire una immensa classe media, ma l'attuale leadership cinese non ha saputo utilizzare l'immensa crescita economica per introdurre riforme politiche graduali. La corruzione è ai livelli più alti di sempre, mentre trasparenza e rule of law rimangono irrealizzate: se la crescita dovesse rallentare e le differenze ampiarsi, le conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Il primo ministro cinese Wen Jiabao ha avvisato in marzo che il suo paese aveva raggiunto “un momento critico”. “Senza le reali riforme politiche, i guadagni economici ottenuti in questi anni saranno persi e tragedie come la Rivoluzione culturale potranno ripetersi”, la drammatica conclusione di Wen.
Per quel che riguarda l'America, i dividendi degli anni '90 – pace, espansione aziende informatiche e bassi prezzi petroliferi – non sono stati utilizzati per ridurre il deficit federale. Dopo l'11 settembre, due guerre accompagnate da riduzioni delle tasse, una politica monetaria e fiscale espansiva per evitare la depressione, il debito ha raggiunto i livelli più alti della storia. Per Europa, Cina, America e mondo arabo la storia recente è tristemente riconducibile ad un unico filo conduttore: l'assenza di una leadership iin grado di sfruttare adeguatamente i dividendi prodotti nelle decadi precedenti. 

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