I limiti della "strategia del fare" di Renzi. Da Le Monde Diplomatique
1850
Nel loro blog su Le Monde Diplomatique Chris J Bickerton e Carlo Invernizzi Accetti analizzano “il colpo d'ingegneria” di Renzi per scavalcare Letta al potere, avvenuto in modi e tempi inconvenienti, come ha ammesso lo stesso ex sindaco di Firenze. Con una reputazione machiavellica e dopo le indiscrezioni che hanno rilevato come il presidente della Repubblica Napolitano avesse avuto colloqui con Mario Monti per rimpiazzare Silvio Berlsuconi al governo prima delle sue dimissioni del novembre 2011, proseguono i due autori, le credenziali democratiche di Renzi non vengono certo agevolate. L'opinione pubblica italiana è quindi sempre più critica verso il terzo primo ministro non eletto consecutivo.
Appena eletto alla segreteria del Pd, la strategia di Renzi è stata quella di cercare di dettare l'agenda di governo a Letta, ma poi, sostengono Bickerton e Accetti, è rimasto vittima della sua ideologia del fare, che lo ha messo nelle condizioni di sfruttare le chances a sua disposizione rendendolo vulenrabile per il futuro. Con una coalizione di governo inefficace come era stato per Letta, i detrattori di Renzi utilizerrano le inevitabile lentezze che si produrranno contro di lui. La prima vittima potrebbero essere le riforme istituzionali proposte per la riforma elettorale e il senato, in una fase in cui le priorità resteranno questioni economiche più urgenti. Il costante bisogno di Renzi di fare qualcosa, concludono i due autori, gli ha già fatto perdere il controllo sui tempi e le priorità del suo progetto politico.

1.gif)
