I luoghi comuni dei conservatori

Un approccio che pesa tragicamente sulle spalle dei milioni di disoccupati

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I luoghi comuni dei conservatori

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Non vi è dubbio che l'austerità sia collassata. Del resto, non era difficile prevedere che tagli alla spesa in un momento di andatura recessiva avrebbe peggiorato gravemente la situazione economica di riferimento. Anche i testi base attraverso cui sono state imposte queste misure hanno mostrato gravi imprecisioni di dati e statistiche, Tuttavia, sostiene Paul Krugman in The Chutzpah Caucus, non sarà facile imporre un cambiamento radicale di approccio per gli interessi dei creditori più ricchi, il fatto che alcuni economisti non vogliano ammettere di aver sbagliato e, soprattutto, i luoghi comuni tipici dell'approccio conservatore estremo.
Il primo luogo comune è che lo stimolo fiscale prosegua indefinitamente. Si tratta, sostiene il Premio Nobel per l'economia, un chiaro falso storico soprattutto per quel che riguarda un paese particolarmente responsabile dal punto di vista fiscale come gli Stati Uniti. Il New Deal di Franklin Delano Roosevelt ed il molto più esiguo Recovery Act di Obama sono due esempi emblematici a spiegare che nessun programma diviene permanente: F.D.R. lo ha tagliato bruscamente nel 1937, gettando gli Stati Uniti in recessione; il Recovery Act ha avuto il suo picco nel 2010 e da allora è diminuito rapidamente, decisione che spiega la lenta ripresa americana odierna. Il Giappone è spesso descritto come un paese che ha perseguito uno stimolo fiscale senza fine, in realtà, spiega Krugman, ha adottato una serie di politiche di stop-go - aumentando la spesa quando l'economia era debole, e poi fermandola ai primi segnali di ripresa e quindi rigettando i lpaese nella recessione.  
Il problema dello stimolo permanente è un falso problema alla luce della realtà: l'economia keynesiana prevede non solo di accumulare deficit in momenti difficili, ma il loro pagamento nei momenti più floridi. La misura chiave da considerare per quest'analisi è l'andamento del debito in base al Pil: se si considera la storia degli Usa dalla Seconda Guerra Mondiale, si scopre che dei 10 presidenti che hanno preceduto Barack Obama, sette hanno lasciato l'ufficio con un andatura del debito più basso di quando si sono insediati. Le tre eccezioni? Ronald Reagan ed i due George Bush. Quindi il debito aumenta, per le spese di guerra e crisi e per la volontà dei conservatori di abbassare le tasse per eliminare le risorse per i popolari programmi del Welfare State stale. Se non fosse una situazione tragica, conclude Krugman, ci sarebbe da sorridere nel pensare che i conservatori di oggi impongano l'austerità perché consci del fatto che futuri conservatori non ripagheranno il debito. Il tutto sulle spalle dei milioni di disoccupati e delle loro famiglie.

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