I rischi del disarmo europeo

Il ritiro americano ed i tagli alle spese militari rendono i paesi europei impreparati di fronte alle nuove minacce

1981
I rischi del disarmo europeo

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Nonostante ci siano truppe europee dispiegate in Afghanistan e la Francia sia recentemente intervenuta recentemente in Mali, Gideon Rachman in Disarmed Europe will face the world alone sottolinea come gli europei dimostrino di aver sempre meno la capacità militare di difendersi da soli.
Dal 2008, in risposta alla peggior crisi economica dalla Grande Depressione del 1929, molti paesi europei hanno deciso di tagliare il loro budget per la difesa ad una media del 10-15%. Ed i trend di lungo periodo sono ancora maggiori. Per spiegare il fenomeno in corso, il Columnist del Financial Times prende a riferimento i numeri attuali dell'esercito inglese: la Royal Air Force ha oggi il 40% di uomini e mezzi in meno degli anni' 70, la marina inglese conta oggi 19 fregate, rispetto alle 69 nel 1977, ed in generale l'esercito scenderà a 82,000 soldati complessivi nel 2013, al minimo dalle guerre napoleoniche. Nel 1990, il Regno Unito contava 20 sottomarini e la Francia 17, oggi i due paesi sono rispettivamente sette e sei. E, nell'opinione condivisa dalla maggioranza degli esperti militari, si tratta degli unici paesi europei in grado di difendersi da soli. Mentre, infatti, l'Inghilterra è, insieme alla Grecia, l'unico paese continentale a rispettare l'obiettivo di spendere almeno il 2% della spesa del Pil nella Difesa, gli altri paesi europei mostrano segnali ancora più preoccupanti:  la Spagna spende meno dell'1% e la gran parte dei soldi, il 75% ad esempio per il Belgio, vanno in stipendi, pensionamenti e prerogative passate.
La carenza militare europea non era un aspetto in cima ai pensieri delle agende dei governi grazie all'ombrello di protezione fornito dagli Stati Uniti. Il mancato intervento in Libia ed in Mali, tuttavia, dimostra come l'amministrazione Obama non sia più disposta a garantire i tre quarti del budget complessivo della Nato. I tagli previsti per il Pentagono – nelle stime recenti di alcuni analisti si arriva all'ipotesi di un trillione di dollari in una decade – e le spinte isolazioniste americane rendono la situazione della protezione militare europea un aspetto particolarmente significativo. A peggiorar ulteriormente la situazione, gli Stati Uniti concentreranno la maggior parte delle loro forze nel Pacifico. Oggi la marina americana dispone il 50% delle proprie forze nel Pacifico ed il 50% in Europa e nel Medio Oriente – ma nell'arco di 5 anni in Asia si troveranno il 60% delle forze.
Mentre, nel decennio passato, la spesa complessiva della difesa europea è scesa del 20%, quella cinese è aumentata del 200% e lo scorso anno, per la prima volta da secoli, le nazioni asiatiche hanno speso di più dei paesi europei nella Difesa. Con gli Stati Uniti che spenderanno meno e sposteranno le proprie risorse dall'Europa all'Asia, Rachman si domanda cosa accadrà. Esclusa la possibilità di invasioni con la dissoluzione dell'Urss, la minaccia oggi è il modello economico sociale e non militare, con i vari governi impegnati a proteggere il welfare e tagliare nella Difesa. Del resto, anche le nuove minacce, come il terrorismo e tutte le minacce provenienti dai cosiddetti Failed state, non richiedono risposte militari convenzionali. Tuttavia, le minacce potenziali per l'Europa nel prossimo decennio non mancheranno: con la crisi siriana ed il programma nucleare iraniano che minacciano di rendere il Medio Oriente una polveriera, con la Russia che continuerà ad investire nel proprio armamento, e con le tensioni tra la Cina ed i suoi vicini nel Pacifico, che mettono in pericolo anche la liberà di navigazione della quale l'Europa necessita per i propri commerci, il rischio, conclude Rachman, è che l'Europa possa improvvisamente scoprire di aver bisogno delle forze armate e scoprire di non averne più. 

Per una migliore comprensione dei temi trattati si consiglia la lettura di:
1)M. Clementi, l'Europa ed il mondo: la politica estera e di difesa comune. Per un approfondimento degli accordo comuni a livello Ue.
2)P. Stewart, Weak Links: Fragile States, Global Threats, and International Security. Per comprendere le minacce future cui si troverà di fronte l'Europa.

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