Il 69% dei greci restano favorevoli all'euro. Pew Research
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In tutta Europa esiste un consenso generale sul fatto che la decisione di permettere alla Grecia di divenire uno stato membro dell'euro sia stato un errore. Dopo sei anni di recessione, una perdita complessiva del 26% del Pil ed una disoccupazione al 27%, l'ironia, sostiene oggi Simon Nixon sul Wall Street Journal, è che il governo greco ed il 69% dei cittadini, secondo un sondaggio del Pew Research Center, continuino a sostenere la necessità di restare nell'euro.
La crisi deriva dalla corruzione cronica, la burocrazia inefficiente ed un eccessivo indebitamento che hanno contraddistinto la storia democratica del paese dopo la fine della dittatura militare degli anni '70 e che spiega molto dell'atteggiamento della popolazione greca. Con il governo alla strenua ricerca di un nuovo accordo con la troika — Fondo Monetario Internazionale, la Commissione europea e la Banca Centrale europea — per coprire un nuovo buco finanziario da due miliardi di euro per il 2014 ed uno da 10 miliardi per il 2015 ed il 2016, Samaras, conclude Nixon, si gioca molto in vista delle prossime elezioni europee e per la tenuta della sua fragile alleanza di governo con il Pasok di Venizelos.

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