Il candidato ideale alle presidenziali americane

Obama e Romney non hanno ancora dato risposte adeguate alle esigenze dell'elettorato americano

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Il candidato ideale alle presidenziali americane

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Thomas Friedman in How to score the debate analizza le risposte che il rappresentante della Casa Bianca dovrebbe dare oggi alle esigenze principali delll'elettorato americano. Molti cittadini statunitensi percepiscono bene il momento storico e sono coscienti che senza riforme strutturali il paese rischierà un crollo greco. E per questo sceglieranno il candidato che sappia dire la verità sulla situazione e sulle riforme dolorose neccessarie per uscirne. 
La situazione economica attuale è figlia soprattuto della trasformazione del mercato dei beni dovuta alla globalizzazione ed alla rivoluzione informatica, che hanno reso obsoleti molti lavori e richiesto nuove qualità, competenze e formazione per le nuove forme lavorative createsi.
Secondo l'economista di Harvard, Lawrence Katz, gli Stati Uniti hanno commesso l'errore di ritenere che la forza lavoro americana sarebbe sempre restata al passo del livello formativo richiesto dai progressi tecnologici, grazie agli investimenti nell'educazione pubblica. Da quando tuttavia è divenuto necessario un livello di educazione post universitario, gli Stati Uniti hanno perso terreno. Quello che si è fatto dagli anni '80, sottolinea Friedman, è stato creare lavoro per la massa di lavoratori non qualificati, iniettando liqiudità nel mercato e finanziando settori come l'edilizia e la grande produzione. Nel frattempo anche Wall Street ha compiuto lo stesso spostamento, vale a dire dall'industria della “distruzione creativa”, che si basava su produttività e tecnologia, alla “creazione distruttiva” di strumenti finanziari non produttivi, utilizzando il termine che ha ideato Jagdish Bhagwati. “Per molti anni, la nostra creazione di lavoro è stata eccessivamente orientata verso i settori più produttivi fino a livelli di bolla speculativa, (edilizia, finanza, grande produzione),” ha dichiarato l'amministratore delegato di Pimco Mohamed A. El-Erian all'Atlantic.com, “Il risultato è stato quello di creare una forza lavoro impreparata e non bilanciata". Oltre a creare bolle speculative, la nostra generazione ha sovradosato il paese di debiti, producendo la crisi del 2008.
Uscire da questa situazione richiede tagli alla spesa, riforme strutturali nel mercato del lavoro, aumento delle tasse, investimenti in infrastrutture, ricerca ed educazione. Questo è il programma elettorale che dovrebbe perseguire il candidato presidenziale ideale: Obama porta avanti molte di queste iniziative, ma non le ha messe al centro del suo programma o meglio non le ha legate tutt'insieme tra loro per renderle un piano unico credibile e si è invece concentrato nell'evidenziare gli errori di Romney. I cittadini richiedono un programma che sia onesto - i più ricchi devono dare una quota maggiore, ma tutti devono partecipare - e soprattutto ispirazionale, in grado di rendere l'America un grande paese per le prossime generazioni, non solo risolvere il problema del budget. Nessuno dei due candidati ha mostrato di rispondere a queste esigenze dell'elettorato americano. 

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