Il candidato ideale alle prossime presidenziali
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Durante le primarie repubblicane e alla vigilia di un'imminente campagna presidenziale, Thomas Friedman, nella rubrica del 20 gennaio, American Voters: Still Up for Grabs, si allinea ai due terzi degli americani che, secondo un sondaggio Washington Post-ABC, valuterebbero di votare per un terzo partito e stila le caratteristiche del suo candidato ideale.
In primo luogo, sottolinea il Columnist del New York Times, dovrebbe essere in grado di conciliare un efficace piano di investimenti per una riduzione del tasso di disoccupazione che frustra la vita ed il talento di 13 milioni di americani con una consistente riduzione di un deficit che, di fronte agli aumenti della sanità ed al pensionamento dei baby boomer, potrebbe in 20-30 anni portare al collasso del default gli Stati Uniti. I Repubblicani con il Piano Bowles-Simpson, di riduzione del deficit di 4 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, ed Obama, con un piano di investimenti interessanti ma con un impegno giudicato poco credibile dai mercati sulla riduzione del debito, offrono solo risposte marginali.
Il candidato ideale dovrebbe, inoltre, essere impegnato nel riformare le tasse ed il taglio della spesa in modo che i ricchi paghino di più ma che tutti contribuiscano; dovrebbe avere una visione inspirational che riaffascini il mondo e riporti ad investire nel paese; ed in conclusione dovrebbe battersi per una riduzione dei fondi utilizzati per la politica. Le cifre delle campagne presidenziali, del Senato e del Congresso sono fuori controllo e sempre più gli americani associano le istituzioni di Washington come lobbies di corruzione. I dati del sondaggio iniziale sono per lo più rapportabili a questo.
Nessuno tra Romney o Gingrich sembra avere le carattersitiche del candidato ideale di Friedman. Nonostante gli errori del primo mandato, Obama meglio impersonifica tali caratteristiche. Se i due partiti non sapranno dare risposte efficaci alla crisi sistemica di un modello, un terzo e quarto partito nascerà dai loro estremismi, Tea Party ed Occupy Wall Street.

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