Il circolo vizioso creato dalle banche

La dipendenza tra banche e titoli obbligazionari degli stati mette a rischio Italia e Spagna nel 2014

2030
Il circolo vizioso creato dalle banche

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Dai dati delle banche italiane che hanno aumentato la loro partecipazione sui titoli obbligazionari del paese da 240 miliardi di euro del novembre 2011 a 415 miliardi di oggi – un incremento del 73% - di quelle spagnole che sono passati da 166 miliardi di euro a 299 miliardi (+81%), Ambrose Evans-Pritchard sostiene come l'impegno nel summit europeo del giugno 2012 per porre finire a questo pericoloso ed "incestuoso" legame non ha sortito alcun effetto.  
 
Come testimonia il rapporto Buba "la dipendenza mutuale di banche e del settore statale è cresciuta molto in quei paesi dove i legami erano particolarmente alti dall'inizio". Non è una crisi, dunque, ma una malattia cronica: c'è ancora una restrizione acuta al credito per le piccole aziende in Italia e Spagna, mentre, prosegue il Columnist del Telegraph, le loro banche continuano a stampare coupon per gli Stati. L'appetito per i titoli obbligazionari – spinti in primo luogo dai prestiti di lungo periodo da un trilione di euro da parte della Bce (LTRO) e poi dal freno imposto da Mario Draghi con l'OMT - è stato visto come un segno di ripresa, ma si tratta in realtà di un ulteriore esempio della deformità della politica europea.
 
Ed il tutto non ha fatto altro che acuire il problema del debito: quello italiano è passato dal 119% al 133% del Pil dal 2010, e la media della maturità sta slittando per due anni con il Tesoro che confida sui titoli a breve coperti dalla Bce. Il debito spagnolo è aumentato dal 62% al 94%. Più a lungo le banche deterranno questi debiti, maggiore sarà il rischio. Il livello dei "bad loans" della Spagna, continua Evans-Pritchard citando i dati della Banca di Spagna del 18 novembre, hanno raggiunto il 12,68%, 188 miliardi di euro, il livello più alto nella storia. Il rapporto di Stabilità finanziario della Banca d'Italia ha dichiarato questo mese, inoltre, che le banche stanno affrontando un "rapido aumento nei prestiti non profittevoli, principalmente affari, come risultato della recessione prolungata" e le tensioni potrebbero riapparire nel 2014.
 
Nulla è stato pienamente risolto. Ci sarà un credit crunch nel 2014 quando la Bce concluderà i suoi stress test, con nessun freno adeguato ancora deciso da parte della zona euro.  Secondo l'ex membro della Bce, Lorenzo Bini-Smaghi, quest'attegiamento rischia di ripetere gli errori fatti da Angela Merkel e Nicholas Sarkozy nella camminata nella spiaggia di Deauville, quando hanno cambiato idea e deciso per un taglio sui proprietari dei titoli greci, senza aver creato adeguate protezioni di sicurezza.  I governi nazionali, conclude Evans Pritchard, dovranno utilizzare un prestito al Mes per coprire le perdite delle banche del prossimo anno, anche se la loro situazione non gli permette di poter gestire nuovo debito.

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