Il declino autoritario della Russia di Putin

Quando inizierà ad investire sul suo capitale umano e diventerà un partner credibile degli Usa?

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Il declino autoritario della Russia di Putin

Nella sua ultima visita a Mosca, Thomas Friedman in Pussy Riot, Tupac and Putin sottolinea come le sue speranze di vedere che il paese si trasformi da oligarchia autoritaria petrolifera, in cui il presidente utilizza la sua retorica anti-occidentale per mantenere il potere, in uno che investa in in educazione e capitale umano per essere pronto a divenire un partner credibile dell'occidente, venga ogni volta disattesa. Anzi, ultimamente la situazione sta anche peggiorando ed è un peccato perché con il declino dell'Unione Europea, la Russia dovrebbe essere il partner strategico degli Stati Uniti per stabilizzare il Medio Oriente e frenare l'ascesa della Cina in Asia. 
La Russia sarebbe molto più influente sulla scena internazionale come partner dell'America, che come protettore di Iran e Siria. L'espansione della Nato, sottolinea Friedman, è stato un grande errore ed ha minato i rapporti dei due paesi. Ma ora bisogna evitare un nuovo clima di guerra fredda: la retorica anti-occidentale di Putin è finalizzata a mantenere il suo consenso politico in un tempo in cui la classe media urbana in ascesa è sempre più critica verso il suo regime autocratico.  E la sua economia sarebbe molto meno stagnante, se il Cremlino non bloccasse la creatività del suo popolo. 
Le politiche di Putin stanno rendendo la Russia sempre più debole. A sostenerlo, la European Bank for Reconstruction and Development (EBRD), che ha appena completato uno studio dell'economia russa per Bloomberg News, in cui si sottolinea come il principale esportatore mondiale energetico stia divenendo sempre più dipendente sulle commodities ed è stato incapace di convertire l'economia al calo della produzione petrolifera prevista nei prossimi 20 anni. La corruzione, la mancanza d'educazione per i più poveri, le barriere poste all'immigrazione ed il dominio dello stato nell'economia che impedisce lo sviluppo dell'innovazione privata, i principali limiti indicati dall'EBRD. 
La dipendenza dell'economia russa sull'energia è maggiore oggi che nella metà degli anni '90, quando rappresentava metà delle esportazioni totali. Gli sforzi di promuovere le industrie tecnologiche con investimenti pubblici hanno prodotto solo risultati limitati. Le ragioni sono ovvie: piccole aziende, start-ups ed aziende senza grandi risorse hanno bisogno di protezione dei brevetti, proprietà intellettuale, corti indipendenti e mercati finanziari che hanno fiducia. Il tutto però richiede istituzioni politiche solide con una rotazione regolare del potere, impossibili da pensare con il regime di Puti.
Nel concludere il suo commento, Friedman riporta l'intervista avuta con il ministro della modernizzazione Vladislav Y. Surkov, sottolineando come nel suo ufficio ci siano i poster del cofondatore di Google Sergey Brin e del direttore dei Laboratori RCA di Princeton che negli anni '50 svilupparono la tecnologia per i televisori, due icone cui, secondo Surkov, la Russia deve ispirarsi per un futuro da potenza innovativa. Ma la strada intrapresa dal regime di Putin va nel senso opposto.

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