Il declino della dinastia Krupp

Cosa resta dell'impero dell'acciaio tedesco?

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La Krupp Foundation sta per perdere il suo storico potere di veto in tutte le decisioni della Germania sulle questioni relative all'acciaio. Fino a questa settimana il gruppo deteneva il 25% delle azioni della ThyssenKrupp, che le permetteva di avere un potere di veto formale. Oggi conta il 22%.La ThyssenKrupp, scrive Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph, poterebbe poi essere costretta ad accettare una drastica diluizione delle sue azioni dopo la disastrosa esperienza in Brasile.
 
Il gruppo ha subito perdite per oltre 5 miliardi di euro lo scorso anno ed 1,4 quest'anno. Tre anni di perdite complessive hanno spinto la ratio debito-equity sopra il 200%, con il gruppo che ha deciso di vendere le sue operazioni americane a ArcelorMittal la scorsa settimana per 1.55 miliardi di euro ed è alla ricerca di acquirenti per l'impianto brasiliano, dove i costi sono aumentati. 
 
La gloria della dinastia Krupp inizia nel diciannovesimo secolo e da oltre un decennio ha cercato di diversificare rispetto alla volatilità dei prezzi dell'acciaio in ascensori, batterie ed aree con margini di profitto maggiore. La sua strategia era quella di comprare l'acciaio dal Vale, lavorarlo a basso costo in Brasile e trasferirla nell'impianto americano dell'Alabama per rifornire la BMW e la Daimler negli Usa, ma i costi dell'operazione sono andati fuori controllo. 
 
Una scelta sbagliata sulla crescita in Brasile, conclude Ambrose Evans-Pritchard, sta distruggendo una compagnia storica.  

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