Il decreto Bankitalia diventa un caso europeo
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Il Commissario Ue per la concorrenza Almunia ha richiesto al governo italiano un chiarimento formale sul decreto Bankitalia per valutare se dietro la rivalutazione miliardaria del capitale sociale si celino aiuti di Stato agli istituti bancari, che trarranno benefici in termini di patrimonializzazione dalla rivalutazione e vendita delle quote stesse. L’arrivo della missiva è confermata da fonti del Tesoro, riporta il Fatto Quotidiano.
"L’Unione europea – secondo quanto risulta all’Ansa – si è attivata anche su denuncia dell’Adusbef alla quale ha scritto lo scorso 11 febbraio per confermare l’apertura del fascicolo SA.38311 (2014/CP). Il decreto sotto esame, che l’allora ministro Saccomanni non avrebbe mai notificato a Bruxelles, prevede in particolare la rivalutazione da 300 milioni di lire a 7,5 miliardi di euro delle quote di via Nazionale, in possesso di molti istituti di credito, e in vieta di detenere più del 3% del capitale. Sopra questa soglia sono in particolare Intesa-SanPaolo e Unicredit, ma anche Generali, Cassa di risparmio di Bologna, Inps eCarige. Il decreto prevede, la dismissione delle quote eccedenti che, se non trovano investitori sul mercato, possono essere acquistate “temporaneamente” dalla Banca d’Italia stessa. Un’altra norma, poi, prevede la possibilità della distribuzione di un dividendo, da parte della banca d’Italia, fino al 6% del valore di ogni singola quota".
Fonte: Fatto Quotidiano

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