Il disastroso viaggio di John Kerry in Medio Oriente
Il Segretario di Stato Usa è stato pubblicamente umiliato dalla condanna dei giornalisti in Egitto
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Il 22 giugno, John Kerry, il Segretario di Stato americano, era in visita al Cairo, prima tappa del tour in Medio Oriente per fare il punto sulla crisi in Iraq e Siria.
Kerry ha espresso il forte sostegno degli Stati Uniti per il nuovo presidente dell'Egitto e ha confermato l’impegno americano a sbloccare gli aiuti militari aiuti destinati all’Egitto congelati al momento della deposizione di Morsi. Kerry ha aggiunto che gli Stati Uniti avevano recentemente rilasciato 575 milioni dollari in assistenza militare all’Egitto e che era fiducioso che 10 elicotteri Apache sarebbe stati consegnati presto all'Egitto.
Il 23 giugno, dopo oltre 160 giorni di detenzione nelle carceri egiziane, tre giornalisti dell’emittente araba del Qatar, Al Jazeera, sono stati condannati a sette anni di carcere con l’accusa di aver sostenuto le attività dell’organizzazione terroristica dei Fratelli Musulmani.
Il Segretario di Stato Kerry ha detto di aver immediatamente telefonato al ministro degli Esteri egiziano Sameh Shukri per rendere noto il "dispiacere grave" di Washington per la condanna.
“La condanna é una sentenza spaventosa e draconiana”, ha poi aggiunto Kerry in conferenza stampa a Baghdad.
Come sottolinea ZeroHedge, Kerry è la stessa persona che solo il giorno prima ha assicurato all’Egitto 575 milioni di dollari e 10 elicotteri Apache.
Come analizza efficacemente il Guardian, "Il governo egiziano ha pubblicamente umiliato John Kerry, il segretario di Stato americano, condannando tre giornalisti di al-Jazeera a lunghe pene detentive poche ore dopo che lo stesso Segretario aveva espresso personalmente la sua profonda preoccupazione per il caso nel corso di incontri di alto a livello al Cairo. L'affronto rappresenta un inizio disastroso per il viaggio in Medio Oriente di Kerry, che lunedì lo ha portato a Baghdad per discutere della rivolta islamista estremista.
Il verdetto, pronunciato da un giudice allineato ai desideri del governo, potrebbe anche essere visto come un deliberato segnale al presidente Barack Obama, che ha criticato il deterioramento dei diritti umani in Egitto dopo che l'ex generale, Abdul Fattah al-Sisi, ha preso il potere con un golpe lo scorso anno. Sisi da allora è stato eletto presidente. Il suo predecessore, Mohammed Morsi, e migliaia di sostenitori dei Fratelli Musulmani restano in carcere, mentre altre centinaia sono stati uccisi.
In quello che i funzionari Usa hanno definito colloqui "candidi" con Sisi, Kerry "ha sottolineato il forte sostegno per il rispetto dei diritti universali e le libertà di tutti gli egiziani, tra cui la libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione". Ha notato che una serie di promesse fatte dai leader egiziani "sono ancora da compiersi", ma ha aggiunto che "gli Stati Uniti rimangono profondamente impegnati a vedere l'Egitto trionfare".
La vacuità di tutto questo attento linguaggio diplomatico è stato esposto agli occhi di tutti dal verdetto della corte, che per diplomatici e osservatori è stato raggiunto senza sufficienti elementi probatori. Sembra chiaro ora che Kerry stava solo sprecando il fiato; le condanne erano pre-determinate, intese come un duro avvertimento ai media egiziani e stranieri e come simbolo di determinazione del regime di dimostrare la sua indipendenza di Washington.
Questo è ironico dato che, prima dei colloqui, gli Stati Uniti hanno messo a disposizione la maggior parte dei 575 milioni di dollari in aiuti militari congelati dal Congresso dopo il colpo di stato contro Morsi. Kerry ha anche promesso che 10 elicotteri d'attacco Apache sarebbe stati consegnati all'Egitto "molto presto". Questa è esattamente il tipo di potenza aerea che il governo iracheno ha invocato, ma che è stata finora negata da Obama.
Kerry deve ora chiedersi se era del tutto sensato offrire tale sostegno diplomatico, finanziario e militare a Sisi prima del loro incontro e prima che il giudice annunciasse il verdetto.
Qualunque sia il suo ragionamento, il record di Kerry nella regione è stato parimenti interessante. Ha investito notevole prestigio personale, tempo e fatica nel perseguire la ripresa dei negoziati di pace tra Israele e i palestinesi, senza alcun risultato. Questo fallimento era del tutto prevedibile, date le personalità coinvolte e la mancanza di nuove idee."

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