Il fraintendimento più profondo sulla parola «liberazione»

3744
Il fraintendimento più profondo sulla parola «liberazione»

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Francesco Erspamer*

 
Vorrei capire, al di là del richiamo mediatico dell’anniversario, a chi interessa la Festa della Liberazione. A me certamente, ma solo perché credo che commemori la sconfitta definitiva del fascismo mussoliniano e la cacciata degli occupanti tedeschi (l’«invasor» trovato una mattina dal partigiano in «Bella ciao»).

Ma cos’hanno da celebrare quelli che pensano che il fascismo, quel fascismo, sia vivo e vegeto se non perpetuo? Sarebbe come introdurre una festa dell’indipendenza prima di ottenerla o dopo averla persa. Del resto anche chi considera il 25 aprile come un’affermazione della sovranità italiana sta ingannandosi: pur di non parlare tedesco abbiamo iniziato a parlare inglese e dopo aver lottato per affrancarci dalla tutela germanica abbiamo supinamente accettato e mantenuto quella statunitense.

Il fraintendimento più profondo riguarda proprio la parola «liberazione»; allora significava resistenza contro l’oppressore straniero e i collaborazionisti interni, e in quell’aprile fu vittoriosa. Ottant’anni dopo la parola vuol dire deregolamentazione economico-finanziaria e emancipazione individuale: in una parola, neoliberismo. In questa prospettiva a festeggiare, oggi, dovrebbe essere solo la destra, che il suo libero mercato l’ha ottenuto pienamente e facilmente, più di quanto avesse mai osato sperare; piddini e «woke», invece, continuano a lamentarsi che parte della società italiana sia tradizionalista, familista, sessista, ancora eccessivamente cattolica, e poi poco disposta all’accoglienza indiscriminata di migranti e turisti e pertanto xenofoba se non razzista, insomma arretrata rispetto ai paesi in cui le magnifiche sorti e progressive si sono avverate. La loro liberazione è dunque tutt’altro che realizzata: cosa ci vedono nel 25 aprile?

Era un mondo che i tanti vincenti degli anni duemila detesterebbero, troppi vincoli morali e culturali, troppi valori, un senso di appartenenza e di restanza inconcepibile per i cultori dell’innovazione fine a sé stessa, del consumismo compulsivo, dell’utilitarismo come scusa per fare quello che si vuole. Oggi celebro il 25 aprile, ma non per i motivi che trovate sui giornali, nei telegiornali, sugli «asocial».

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti