Il Gruppo di Visegrad denuncia il 'ricatto' di Bruxelles sui migranti

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I leader di Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Polonia hanno respinto ieri (28 marzo) quello che hanno definito l'uso di Bruxelles di ‘ricatti e diktat’ sul reinsediamento dei migranti in tutta l'UE.

A lungo contrari a condividere l'onere di ospitare rifugiati, i quattro membri orientali vogliono escludere eventuali collegamenti tra loro accettazione e le future erogazioni di fondi comunitari.

 I membri Orientali dell' UE affermano che “non accetteranno mai ricatti e diktat” sulla politica di migrazione, ha dichiarato il primo ministro polacco Beata Szyd?o in una conferenza stampa a Varsavia con i suoi omologhi ceco, ungherese e slovacco.

Il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka ha insistito sul fatto che tutti e quattro i paesi “si oppongono a collegamenti tra il dibattito sulla migrazione e i fondi europei”.

“Questo è un ricatto, che respingiamo in nome del governo slovacco”, ha aggiunto il primo ministro slovacco Robert Fico.

 Anche l'Austria cercherà l'esenzione dal dover accettare più richiedenti asilo nel quadro del sistema di ricollocazione dell'UE.  “Crediamo che un'eccezione sia necessario per l'Austria per aver già adempiuto al suo obbligo. Discuteremo ccon la Commissione europea “, ha detto il cancelliere Christian Kern ai giornalisti dopo una riunione di gabinetto. “Invieremo una lettera il più rapidamente possibile e poi inizieremo le discussioni.”

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