Il “ministero” ukrogolpista per rastrellare gli ucraini all'estero

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Il “ministero” ukrogolpista per rastrellare gli ucraini all'estero


di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico

 

La situazione demografica ucraina è a dir poco critica; ma la pensata di Vladimir Zelenskij, che inventa un “ministero” per accalappiare i milioni di ucraini all'estero, non sembra affatto escogitata per sanare il deficit demografico, quanto per andare ad acciuffare nuova chair à canon da mandare al massacro, a uso e consumo degli sponsor occidentali del regime nazimajdanista.

Il saldo demografico del paese per la prima metà del 2024 vede 87.655 nuovi nati, contro 250.872 morti, senza contare i “dispersi” al fronte. Secondo dati ufficiali, la popolazione è passata dai 43,5 milioni del 2021 a 37,9 milioni del 2024. Di fatto, però, secondo l'Istituto ucraino del futuro, un anno fa, sul territorio effettivamente controllato da Kiev, vivevano 28,5 milioni di persone, contro 8,2 milioni di ucraini all'estero. E il flusso di migranti non tende ad arrestarsi: la Banca nazionale ucraina calcola una cifra di circa 700.000 persone che, in qualche modo, tenteranno di lasciare il paese entro il prossimo anno. A parere dell'economista ucraino Aleksej Kusc, sentito da Ukraina.ru, i cinque maggiori problemi che influiscono sulla situazione demografica del paese sono la bassa natalità, l'alta mortalità, l'emigrazione verificatasi già prima della guerra, il flusso continuo di mobilitati che fuggono all'estero e le perdite dirette al fronte.

Secondo la direttrice dell'Istituto ucraino di demografia, Ella Libanova, da qui al 2033 la popolazione ucraina potrebbe contare non più di 35 milioni di persone e, riguardo la trovata di Zelenskij, Kiev riuscirà a riportare a casa non più della metà degli ucraini all'estero. Il politologo Evgenij Komarovskij ha dichiarato che la politica della junta è tale da arrivare a dichiarare”guerra” agli emigrati ucraini, col risultato che, davvero, milioni di esso rimarranno all'estero.

Da parte sua, l'ormai decaduto (dallo scorso 21 maggio) “presidente” nazigolpista, nell'illustrare la pensata del nuovo “dicastero”, chiamato “ministero dell'unità ucraina”, ha detto che «prima d'ora non avevamo mai avuto una tal quantità del nostro popolo all'estero... si tratta di milioni e milioni di nostri ucraini... che vengono a trovarsi sotto l'influenza della propaganda russa». Proprio per difenderli da tale influenza, dice Zelenskij, e per la difesa della nazione, viene ora creato il nuovo istituto, che assume su di sé parte delle funzioni del Ministero degli esteri.

Secondo le parole di Zelenskij, il nuovo istituto dovrà essere un «ministero dell'unità ucraina e della contrapposizione alle influenze russe sugli ucraini». Vediamo tutti, ha detto il majdanogolpista, come «la Russia utilizzi immense risorse propagandistiche all'estero, dirette in particolare verso gli ucraini. Vediamo, come molti aspetti dell'indipendenza spirituale del nostro popolo non siano ben regolati e come la Russia utilizzi le proprie strutture ecclesiastiche per l'opera di infiltrazione e per seminare la discordia» ha detto Zelenskij, tra l'atro, nell'annunciare l'adozione della legge sulla proibizione della chiesa canonica ortodossa ucraina.

Ma, nello specifico del nuovo “ministero”, ha detto che «le esigenze educative, culturali e informative degli ucraini in altri Paesi richiedono una maggiore attività da parte del nostro Stato ... non abbiamo mai avuto una tale percentuale di cittadini all'estero prima d'ora. Credo che il sistema del Ministero degli esteri ucraino, da solo, non possa farcela, perché stiamo parlando di milioni di ucraini... Abbiamo bisogno di un'organizzazione che guidi le altre istituzioni statali verso determinati obiettivi».

Tornando alle cifre dell'emigrazione, Oleg Khavic nota su Ukraina.ru che, dall'inizio del conflitto, circa 17 milioni di ucraini hanno lasciato il paese. Bloomberg sostiene che Zelenskij stia tentando di convincere i paesi “alleati” - e in cui gli emigrati ucraini lavorano come forza-lavoro a basso costo – a far rientrare in Ucraina soprattutto i maschi in età di mobilitazione, ma dalla Polonia (950.000 migranti ucraini solo dal febbraio 2022, senza contare le centinaia di migliaia emigrativi da anni) all'Ungheria, per ora, rispondono picche. Nella Repubblica ceca, che vanta uno tra i più bassi indici di disoccupazione nella UE «molte aziende dipendono dalle competenze e dalla diligenza dei rifugiati ucraini... L'industria delle costruzioni, ad esempio, si fermerebbe completamente senza i lavoratori ucraini», ha dichiarato a Bloomberg Tomáš Pruza, della federazione del commercio e turismo. Difficile dunque che rispondano volentieri alle pretese ucraine.

In precedenza, Kiev aveva dichiarato che non avrebbe rimpatriato a forza uomini in età di mobilitazione. Tuttavia, anche prima dell'entrata in vigore della nuova legge sulla mobilitazione, nel maggio scorso, a quegli stessi uomini non sono stati più rilasciati passaporti presso i Consolati e i centri passaporti all'estero ed è stato loro precluso qualsiasi servizio consolare.

Lo scorso 25 luglio, tuttavia, il Ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski ha dichiarato che, per gli ucraini che vivono nella UE, si potrebbero creare condizioni tali da costringerli a tornare in patria per prendere parte alle operazioni militari. Secondo l'ultrarussofobo ministro polacco, nei Paesi europei vivono centinaia di migliaia di potenziali coscritti che hanno l'obbligo di difendere la propria patria e che i Paesi UE debbano aiutare Kiev nella mobilitazione.

Per ora, come detto, Varsavia non è andata in tale direzione. A differenza dell'Assia, i cui uffici per le questioni degli stranieri, «di regola, non rilasceranno, agli ucraini in età di mobilitazione, certificati tedeschi per l'estero. Essi possono benissimo recarsi in Ucraina per ottenere il passaporto e prestare servizio militare», hanno dichiarato a inizi agosto al Ministero del lavoro e affari sociali del Land tedesco.

Ora, dato che il Ministero degli esteri ucraino non è in grado di esercitare pressioni per ottenere nei Paesi UE disposizioni simili a quelle dell'Assia, nota Khavic, se ne occuperà il nuovo “ministero dell'unità ucraina” e, data la connivenza occidentale con i crimini della junta di Kiev, il personale della nuova struttura all'estero potrà benissimo ricorrere alla forza e a metodi criminali per “convincere” gli uomini ucraini a tornare “volontariamente” in patria. Soprattutto se per il personale del nuovo “ministero” verranno reclutate persone abituate a commettere crimini di guerra o anche semplicemente, addestrate ad accalappiare nelle strade ucraine giovani e meno giovani in età da richiamo.

Che l'accalappiamento degli ucraini in età di leva sia il motivo principale per la pensata di Zelenskij, lo testimonia anche quello che Viktor Sokirko, sulla russa Argumenty i Fakty, definisce il panico occidentale per le perdite ucraine al fronte, che sembrano aggirarsi, tra feriti, morti e dispersi, sui duemila uomini al giorno. Washington ritiene che l'esercito ucraino sia prossimo all'esaurimento delle risorse, anche materiali, non disponendo del potenziale industriale per compensare tutte le perdite. E, come scrive il Financial Times, l'attacco ukronazista alla regione di Kursk non ha rallentato, al contrario ha accelerato l'avanzata russa in Donbass. Logico pensare dunque che, anche dietro la trovata del nuovo “ministero” golpista, ci sia quantomeno una discreta imbeccata occidentale.

«Il nemico si sta innervosendo e sta dissipando le proprie riserve», dichiarato a Argumenty i Fakty l'osservatore militare Boris Džerelievskij. Si tratta di «uno dei principali errori dello SM ucraino, sottolineato dai curatori americani già l'anno scorso, quando l'esercito ucraino ha cercato di attaccare in diverse direzioni, invece di concentrarsi su una di esse. Ora le forze ucraine, dopo l'inutile operazione nella regione di Kursk, in cui si sono impiegate forze consistenti, potrebbero ricevere un colpo decisivo proprio in quelle aree che cercavano in qualche modo di mantenere sotto controllo».

Difficilmente il “ministero per l'unità” della macelleria ucraina al fronte riuscirà a rimediare a questa situazione.

 

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