Case, scuole, strade: i numeri della rinascita del Donbass. Putin fissa il traguardo: 2030

Nascite in crescita del 14% nel Donbass, 2,4 milioni di residenti sotto le tutele federali. E la sfida della sicurezza resta aperta

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Case, scuole, strade: i numeri della rinascita del Donbass. Putin fissa il traguardo: 2030

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I numeri sono concreti e pesano più di tante parole. E ieri, durante la riunione del Cremlino sullo sviluppo di Donbass e Novorossija, i numeri hanno parlato chiaro. Vladimir Putin ha messo nero su bianco l’obiettivo: entro il 2030 i territori delle ex repubbliche di Donetsk e Lugansk, insieme alle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, dovranno raggiungere gli standard generali russi. Qualità della vita, infrastrutture, lavoro.

Non è uno slogan, come evidenzia il presidente della federazione Russa. Ad aprile 2023 il governo ha approvato un programma complesso di sviluppo, dentro il quale ci sono circa trecento interventi specifici. Scuole, ospedali, strade, fabbriche, campi da agricoltura. E anche il lavoro di 26 aziende statali e 82 soggetti della Federazione, ognuno con un pezzo di territorio da seguire.

Il punto della stituazione

A fare il punto della situazione ci hanno pensato i vicepremier Marat Khusnullin e Tatiana Golikova. E il quadro, nonostante le difficoltà, racconta di una macchina che si è messa in moto.

Khusnullin ha elencato i numeri della ricostruzione: oltre 7.700 condomini riparati, per un totale di 24 milioni di metri quadrati di abitazioni. Poi 63 strutture sanitarie rimesse a nuovo, 1.700 edifici scolastici, 500 tra impianti sportivi e centri culturali. Poi il lavoro sulle strade: riparati e costruiti più di 8.000 chilometri di asfalto, compresi i tratti dell’Anello d’Azov. Quelle federali sono già a norma, ora tocca alle municipali.

Nell’economia, la zona economica libera conta già più di 500 partecipanti. Investimenti dichiarati? Oltre 383 miliardi di rubli. Il credito bancario cresce, il portafoglio prestiti ha toccato i 275 miliardi, con un balzo del 30% solo nei primi cinque mesi del 2026. Le entrate fiscali del 2025 sono aumentate del 22% rispetto all’anno prima: 435 miliardi di rubli. E i settori produttivi corrono, con tassi di crescita tra il 10 e il 20%, come riporta il quotidiano Izvestia.

Nascite in aumento e sostegno alle madri

Sul fronte sociale, Golikova ha portato notizie che suonano quasi controcorrente. I quattro territori sono ormai dentro i progetti nazionali “Famiglia”, “Vita attiva e lunga” e “Quadri”. Oltre 2,4 milioni di persone ricevono sostegno federale. Le pensioni sono state assegnate a più di 1,5 milioni di cittadini, e il 93% di queste è già calcolato sugli standard russi. Quasi 140.000 i certificati per il capitale di maternità distribuiti. Il sussidio unico per le famiglie copre 36.000 nuclei, con 56.000 bambini coinvolti.

E poi misure per favorire la natalità: è cresciuta in tre anni. La repubblica di Donetsk guida la classifica con un +14%. Più di un terzo delle famiglie con bambini, ha aggiunto Golikova, utilizza contratti sociali. Funzionano i programmi “Medico di campagna” e “Infermiere di campagna” per attirare personale nei territori. E la sanità si sta riorganizzando su tre livelli, dentro il sistema obbligatorio di assicurazione medica. La disponibilità di cure ad alta tecnologia è triplicata: da 4.300 pazienti nel 2023 a 12.000 nel 2025. A Melitopol, per la prima volta, è entrato in funzione un acceleratore lineare per la radioterapia.

La strategia del mare e il nodo sicurezza

Putin ha anche annunciato una nuova strategia per la regione dell’Azov. Turismo, trasporti, terre agricole da mettere a coltura, pesca, bonifica ambientale. Obiettivo: non lasciare indietro nessun pezzo di territorio.

Ma il presidente non ha nascosto le difficoltà. Ha ringraziato medici, insegnanti, operai, autisti, tutti quelli che lavorano “in condizioni complesse, tra bombardamenti e attacchi di droni”. E ha aggiunto, con tono duro: le nostre truppe tengono il vantaggio strategico e avanzano. Il regime di Kiev, incapace di reggere l’urto, ricorre a metodi terroristici - ha denunciato - colpendo civili, infrastrutture e mezzi di trasporto.

Alla fine, la frase che forse riassume tutto: “È stato fatto molto, ed è un bene. Ma i problemi non risolti sono molti di più. Adesso parliamo proprio di questo”.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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