Il partito repubblicano: la peggior destra del mondo

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Il partito repubblicano: la peggior destra del mondo

Il viaggio in Australia e Nuova Zelanda è motivo per Thomas Friedman, in Elephant down under, di una riflessione comparativa critica tra i partiti conservatori dei due paesi con quello degli Stati Uniti. Mentre i primi riescono ancora a garantire posizioni moderate e si pongano sul palcoscenico politico con idee di riforma e progresso, la leadership offerta da Santorum, Paul e Romney rendono il partita dell'elefantino estremista, populista e non in grado di fornire al paese gli strumenti necessari per uscire dalla crisi. Paul Quinn, noto parlamentare conservatore neozelandese ha ben illustrato la differenza del suo partito rispetto a quello americano: “Vi spiego perché il nostro sistema politico funziona: voi avete repubblicani e democratici. I miei avversari laburisti farebbero parte del partito di Obama. Io, membro del partito conservatore, negli Stati Uniti sarei... con i democratici lo stesso”. 

Sui temi che il partito repubblicano americano utilizza in modo più populista, in Australia e Nuoza Zelanda i conservatori hanno da anni una posizione molto diversa. Per quel che riguarda il dibattito sul cambiamento climatico, l'Australia ha introdotto la carbon tax, la Nuova Zelanda il cosiddetto cap and trade. Mentre oggi con la crisi economica in atto, in America è considerato un suicidio anteporre le questioni climatiche a quelle economiche, nei due paesi australiani è un suicidio politico il contrario. Anche per i partiti di destra: Tony Abbott, l'attuale leader conservatore australiano, dopo un periodo di sufficienza sulla questione del cambiamento climatico, ha abbracciato la causa del taglio delle emissioni come una delle priorità della campagna elettorale per le elezioni del prossimo anno. Come spiega il predecessore di Abbott, Turnbull, in una vecchia intervista a Friedman: “Sul clima è un errore per i partiti di centro destra andare contro la scienza per non perdere il supporto delle corporazioni economiche.” I conservatori in Australia e Nuova Zelanda hanno anche accettato un'altra riforma, tabù per i loro colleghi americani: il sistema nazionale sanitario. E quando vanno al potere non rimettono in discussione quanto portato avanti dal governo del partito rivale. Il partito laburista neo-zelandese al potere dal 1999 al 2008 ha compiuto riforme estremamente progressiste, legalizzando le unioni di fatto, estendendo diritti legali e sanitari alle prostitute ed esteso sussidi alle famiglie numerose, Quando i conservatori hanno assunto la guida del paese non hanno cercato di alterarne nessuno. L'Australia e la Nuova Zelanda, nazioni profondamente laiche, isolate, scarsamente popolate e fondate da comunità pionieristiche, hanno forti tradizioni egalistiche e credono che lo stato debba mantenere il benessere di tutti i cittadini.
Guardando l'America da qui, conclude Friedman, “mi viene da pensare che abbiamo la peggior destra del mondo”. I giorni in cui vi erano liberali repubblicani e conservatori democratici appaiono finiti: gli interessi delle lobbies sono fuori controllo e non vi è nessun terzo partito che possa fare da contraltare al centro. I cambiamenti necessari per uscire dalla crisi — riforma delle tasse, fiscale, sanità, politica energetica — sono talmente grandi che possono essere raggiunti solo insieme. Ma, come sottolinea l’accademico australiano Johansson: “Molti di noi che amano il vostro paese non riescono più a capire da dove il cambiamento possa arrivare. Tutte le barriere strutturali alle possibili riforme vi hanno fatto perdere la vostra incredibile abilità di adattarvi politicamente e risolvere qualsiasi problema”.

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