Il piazzista 'democratico': finché c'è guerra c'è speranza...

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di Alberto Negri*
 

Il Nobel per la pace Obama ha venduto 100 miliardi di dollari di armi all’Arabia Saudita in otto anni di presidenza e questa settimana 38 miliardi in un colpo solo a Israele nonostante sia una potenza nucleare con 200 testate e non aderisca al Trattato di non proliferazione (fonte Colin Powell ex ministro della Difesa).

I sauditi, che con il 25% dei fondi sostengono la campagna della Clinton, hanno perso in Siria la guerra per procura per abbattere Assad e non riescono a vincere neppure quella in Yemen contro i ribelli Houthi pur continuando a bombardare i civili e la capitale Sana’a. In Siria gli Usa stanno usando la tregua per concedere spazio ad Al Nusra, organizzazione terrorista che faceva riferimento ad Al Qaeda, da utilizzare in chiave anti-iraniana e anti-russa, oltre che contro Assad. Allo stesso tempo hanno accettato che Erdogan continuasse a bombardare i curdi, senza dire una parola, come del resto l’Europa, sulla repressione interna di Ankara contro giornalisti, scrittori e gente comune. Ma non dobbiamo prendercela troppo con Obama, fare il piazzista d’armi, come sanno anche Putin, Hollande e gli inglesi, è un mestiere duro e sicuramente quando torna alla Casa Bianca è costretto a fare alla sua ingrata famiglia lo stesso accorato discorso di Alberto Sordi in “Finché c'è guerra c'è speranza” - 


*Pulichiamo su gentile concessione dell'Autore. Post Facebook del 18 settembre 2016

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