Il rallentamento cinese ed i rischi per l'economia globale

1135
Il rallentamento cinese ed i rischi per l'economia globale

Dopo la caduta di Bo Xilai, il potente leader del partito a Chongqing pronto ad assumere posizioni di potere rilevanti nella transizione di potere che inizierà il prossimo novembre, vi sono state diverse speculazioni sulla crisi politica in atto in Cina. Ma, secondo Zakaria in China's economic crisis, a destabilizzare Pechino non saranno i problemi interni al partito, bensì la crisi economica. Da oltre due decenni, esperti internazionali prevedono il rallentamento della crescita di Pechino, per l'arretratezza del sistema creditizio, l'inefficienza delle imprese statali o da bolle immobiliari. Ma fino a questo momento, nulla ha arenato l'impressionante crescita economica della Cina, con l'incredibile media di 9.5% annua da oltre tre decenni. 
Ruchir Sharma, a capo della sezione mercati emergenti della Morgan Stanley, nel suo nuovo libro “Breakout Nations,” sottolinea  come a breve la crisi economica cinese inizierà non per dei fallimenti, ma in virtù dei suoi successi: “La Cina è prossima ad un naturale rallentamento che scuoterà il potere finanziario e politico globale”. La crescita cinese è rimarchevole, ma non è senza precedenti: anche Giappone, Corea del Sud e Taiwan hanno per anni registrato crescite superiori al 9% e poi hanno iniziato a contrarsi. Molti ipotizzano per la Cina un futuro simile a quello giapponese degli anni '90, con un lungo periodo di stagnazione, ma è più realistico ipotizzare quello che è accaduto a Tokyo negli anni '70, quando la potenza economica asiatica iniziò a diminuire il suo tasso di crescita dal 9 al 6%. Il motivo? Il suo successo economico: come nel caso di Seul e Taiwan, l'economia ha prodotto una classe media e molte aspettative in più. Sharma spiega bene il fenomeno: “Nel 1998 per la Cina far crescere del 10% la sua economia da un trilione di dollari, significava dover espandere le sue attività di 100 miliardi di dollari e consumare solo il 10% delle materie prime mondiali. Nel 2011, l'economia è arrivata a 5 trilioni di dollari e dovrebbe espandere di 550 miliardi e succhiare il 30 % della produzione di commodities”. La visione di Shrama è in gran parte sostenuta dal governo di Pechino: da anni la leadership è pronta e si aspetta una diminuzione della crescita: il Premier Wen Jiabao sosteneva che l'economia cinese fosse “non coordinata, non bilanciata ed insostenibile nel lungo periodo.” 
La Cina ha ancora diversi strumenti da utilizzare: la Banca Centrale può abbassare notevolmente i tassi di interesse ed il governo può attuare politiche espansive. Ma con dei limiti. Sharma sostiene che, nonostante il debito sia solo al 30% del Pil, quando si sommano i debiti delle aziende statali, molte controllate direttamente dal governo, lo scenario diventa più preoccupante. I consumatori cinesi stanno spendendo di più, ma i tassi di risparmi rimangono troppo elevati. Secondo Sharma, i veri problemi saranno soprattutto per quei paesi che hanno scommesso su una crescita continua della Cina — Australia e Brasile su tutti— come la sua richiesta di materie prime comincerà a calare. Mentre un calo dal 9 al 6% non preoccuperà più di tanto i cinesi, sarà fonte di destabilizzazione per molti altri paesi, soprattutto i paesi petroliferi. Il paese è ricco ed un rallentamento della crescita è tollerabile: ma il regime autoritario cinese, conclude Zakaria, ha basato la sua legittimità politica recente sull'impressionante crescita economica. Un suo rallentamento potrebbe destabilizzare la situazione interna. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti