Il sogno dell'Europa sta morendo in Grecia. Gideon Rachman
La chiusura delle banche greche è l'immagine di una grave sconfitta dell'Unione Europea. La crisi attuale non riflette solo il fallimento dello Stato greco moderno, ma anche quello del "sogno europeo di unità, pace e prosperità", scrive sul Financial Times Gideon Rachman.
Negli ultimi trent'anni l'Europa ha abbracciato la sua versione della visione della fine della storia, nota come Unione europea, per mettersi alle spalle le tragedie della guerra, il fascismo e l'occupazione del passato e abbracciando un futuro migliore basato sulla democrazia, lo Stato di diritto e il ripudio del nazionalismo.
Quando in Grecia fu rovesciato il regime dei colonnelli, nel 1974, il paese divenne il pioniere di un nuovo modello d'Europa: il ripristino della democrazia a livello nazionale garantito dall'adesione alla Comunità economica europea.
Quel modello stabilito in Grecia è stato implementato in tutto il continente nei successivi tre decenni, divenendo per l'Ue il più potente strumento di espansione della stabilità e della democrazia.
Il rischio ora è che la Grecia possa diventare l'emblema di un nuovo e pericoloso processo: la disintegrazione dell'Ue.
La Grexit, infatti, metterebbe in discussione la proposizione fondamentale dell'Ue: l'idea che unirsi al club europeo costituisca una garanzia di prosperità e stabilità.

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