Il vero scopo dietro la "liberazione" di Mosul. Robert Fisk
L'Esercito siriano e i suoi alleati si stanno preparando per una massiccia invasione di migliaia di combattenti Isis in arrivo dall'Iraq quando Mosul cadrà . Il vero scopo dietro la tanto declamata "liberazione" della città irachena, sospettano i militari siriani, è quello di sommergere la Siria con le orde di combattenti Isis che abbandonano la loro capitale irachena a favore della loro "mini-capitale" Raqqa all'interno della Siria, scrive Robert Fisk su The Independent.
Per settimane, i media occidentali e gli esperti americani che amano citare hanno predetto una battaglia in stile Stalingrado fino alla morte dell'ISIS all'interno Mosul - o una rapida vittoria sull'ISIS seguita da battaglie inter-confessionali per la città. L'ONU ha messo in guardia delle colonne di rifugiati in fuga da una città assediata. Ma i siriani sospettano che l'ISIS semplicemente abbandonerà Mosul e cercherà di raggiungere le zone della Siria che controlla ancora.
In altre parole, se Mosul cade, l'intero esercito del califfato potrebbe essere diretto contro il governo di Assad e i suoi alleati - uno scenario che potrebbe causare una certa soddisfazione a Washington. E' infatti proprio l'esercito di Assad, con i suoi 65.000 morti in una battaglia che ormai dura da cinque anni, e che è già stato bombardato dagli americani a Deir Ezzor ad un costo di almeno 60 morti - un espisodio che Washington ha descritto come un errore - che si sta preparando a sfidare l'enorme afflusso di combattenti dell'ISIS, che potrebbero attraversare il confine dopo il crollo di Mosul.
Data la possibilità che le truppe siriane e i loro alleati russi possano trovarsi a dover affrontare questi combattenti, non c'è da meravigliarsi che stiano cercando di concludere la loro cattura di Aleppo orientale - qualunque sia il costo in termini di vite umane- prima della caduta di Mosul, conclude Fisk

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