Ilva, Alitalia e la schiavitù interiore della classe politica italiana

3803
Ilva, Alitalia e la schiavitù interiore della classe politica italiana

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Andrea Zhok

 

Il caso dell'Ilva, così come quello dell'Alitalia, sono casi di aziende strategiche per il tessuto produttivo nazionale, che continuano a drenare enormi quantità di denaro pubblico da anni, creando al contempo danni collaterali e perdendo quote di mercato, mentre passano da un'improbabile cordata privata ad un'altra.
 

Sono dunque due casi da manuale dove la loro sorte naturale sarebbe la nazionalizzazione. Peraltro, in quanto aziende che possono essere dichiarate strategiche per l'interesse nazionale, esse possono essere nazionalizzate anche secondo gli attuali trattati europei.


Ora, l'abisso in cui naviga la politica italiana si evidenzia notando come l'idea di una nazionalizzazione autentica (per gestirle, non solo formalmente, per rivenderle) non sfiori seriamente la mente di nessuno. Ogni tanto qualcuno menziona il concetto per poter dire che lui 'l'aveva detto', ma in effetti è una prospettiva al di fuori dell'agenda pubblica. (Incidentalmente questo che abbiamo, ci assicurano dalla regia, sarebbe il 'governo più a sinistra' concepibile nel panorama politico italiano attuale.)
 

Il punto di fondo di questo silenzio è molto semplice: la classe politica italiana è convinta che la classe politica italiana gestirebbe un'azienda nazionalizzata in maniera nepotistica, inefficiente, che ne approfitterebbe per procedere a scambi di favori per arricchimenti personali, che ne farebbe un carrozzone decotto. Il fatto che siano già entrambi carrozzoni decotti a gestione privata non toglie una virgola a questa convinzione di fondo. Che sia perché 'lo stato è inefficiente', perché 'la politica è corrotta', o perché 'gli italiani sono inaffidabili', questa è comunque la rosa delle opzioni disponibili nelle menti dei rappresentanti politici dello stato italiano.


Ora, chi ha bisogno di invocare l'oppressione dei trattati europei quando la schiavitù è stata così perfettamente introiettata? Sembrano le opinioni degli schiavi neri o dei servi della gleba russi dopo le relative emancipazioni, quando non si fidavano di essere in grado di prendere il governo delle proprie vite e continuavano ad aspettare ordini.


Ora, io non so se le opinioni che il ceto politico nazionale ha di sé stesso e delle proprie capacità siano fondate o meno. Quello che però è certo è che in entrambi i casi, con un ceto politico di questa natura la breve favola dell'Italia come democrazia sovrana è già finita.


Mi spiace dirlo, ma è da qui che si parte. Inutile parlare di indipendenza del paese, di autonomia, di 'multilateralismo', di sovranità se le nostre classi dirigenti sono schiave dentro.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti