In Europa è paralisi coordinata contro l'austerità

Mercoledì primo esperimento di sciopero generale a livello europeo. Principali proteste in Spagna e Portogallo

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Mercoledì si è registrato il primo esperimento di sciopero generale a livello europeo. Le principali sigle sindacali all'interno dell'UE hanno organizzato una serie di proteste contro le misure d'austerità ed il tasso di disoccupazione. Proteste e scioperi sono stati coordinati dalla Confederazione dei sindacati, il cui membro Judith Kirton-Darling ha presentato la giornata “dell'azione e della solidarietà”, sottolineando come l'austerità semplicemente non sta funzionando "sta aumentando le diseguaglianze sociali nella società e non sta risolvendo la crisi economica”.
Circa 40 sigle sindacali in 23 paesi sono coinvolti nelle dimostrazioni di mercoledì. Le più massicce in Spagna e Portogallo, dove i sindacati hanno indetto lo sciopero generale da mezzanotte, paralizzando trasporti, uffici e scuole, con l'obiettivo dichiarato di mettere pressione sui governi nazionali per abbandonare le misure d'austerità fiscale intraprese ed indirizzare nuovi programmi che tengano conto della crescente ccrisi sociale. In Spagna, dove un lavoratore su quattro è senza occupazione, si tratta del secondo sciopero generale in otto mesi contro i pesanti tagli decisi dal governo Rajoy. Manifestanti e polizia si sono scontrati a Madrid ed in altre città spagnole, con il ministero degli interni spagnolo che ha dichiarato di aver già proceduto a diversi arresti. "Stanno portando via il nostro futuro”, lo slogan che contraddistingue tutte le proteste. “Stiamo lanciando una pietra miliare nella storia dell'unione sindacale europea", ha dichiarato Ignacio Fernandez Toxo, a capo della principale sigla dei lavoratori spagnoli, il CCOO. Anche in Portogallo è paralisi totale dei trasporti, dei servizi ospedalieri con manifestazioni sindacali previste in oltre 40 città. Inoltre, Iberia, Iberia Express, Air Nostrum, Vueling, Air Europa e easyJet hanno dovuto tagliare oltre 600 voli.
In Italia, Belgio e Grecia la situazione è altrettanto tesa. Sulla questione più impellente per il futuro dell'eurozona – la solvenza di Atene dei debiti più prossimi e la volontà dei creditori di sbloccare la nuova tranche di aiuti - c’è ottimismo tra i funzionari dell’Eurogruppo, anche se la decisione è stata rimandata la 20 novembre prossimo. Molti obiettivi sono stati raggiunti anche dopo l’approvazione del bilancio da parte del Parlamento greco, ma molti punti restano ancora piuttosto nebulosi, come ad esempio le modalità con cui finanziare l’allungamento di due anni concessi alla Grecia dal 2014 al 2016 per la riduzione del bilancio sotto il 3%. Il costo stimato di questo allungamento si aggira intorno ai 30 miliardi. Inoltre è necessario trovare un accordo con il Fondo Monetario Internazionale sulla sostenibilità del debito.

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