In Ucraina il partito filo-russo è oggi il primo partito nei sondaggi

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In Ucraina il partito filo-russo è oggi il primo partito nei sondaggi

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di Eugenio Cipolla
 
Lui continua a muoversi come se niente fosse, a incontrare capi di Stato esteri, a tessere relazioni diplomatiche che possano garantirgli appoggio politico. Chissà, però, cosa deve aver pensato Petro Poroshenko leggendo le 67 pagine del rapporto “Public opinion survey, Residents of Ukraine”, realizzato dalla società demoscopica Rating con la collaborazione dell’International Republican Institute. Un documento che rappresenta un duro colpo per le ambizioni future del proprietario di Roshen, che mostra come gli ucraini non apprezzino più il suo lavoro, scoraggiati dalle misure di austerità imposte del Fondo Monetario Internazionale con la complicità del governo di Kiev. Ecco nel dettaglio tutti i punti più importanti dell’indagine.

L’Ucraina non sta andando nella giusta direzione: a pensarlo è il 71% degli intervistati, contro il 13% che pensa invece il contrario e il 15% che non riesce a rispondere. Abolire l’immunità di giudici e parlamentari (46%), un chiaro meccanismo anticorruzione con l’introduzione della responsabilità diretta della classe dirigente (38%), e un’ondata di arresti delle personalità più notoriamente corrotte (34%) sono le misure che il paese dovrebbe prendere per andare “nella giusta direzione”.

La situazione economica dell’Ucraina è peggiorata: il 78% degli ucraini ritiene che la situazione economica del paese negli ultimi 12 mesi sia peggiorata (il 33% solo “un po’”, il 45% “molto”). Il 2% dichiara di aver percepito un miglioramento della situazione generale, mentre il 15% non nota ne’ miglioramenti ne’ peggioramenti. Per quanto concerne la situazione economica domestica delle famiglie, anche qui il 78% dichiara una situazione economica peggiore (il 38% solo un “po’”, il 40% “molto”). Il 18% parla di situazione invariata e solo il 2% notaun miglioramento. Per il futuro non c’è molto ottimismo. Secondo il 52% la situazione nei prossimi 12 mesi è destinata a peggiorare, per il 9% a migliorare, mentre per il 21% non cambierà.

Il malcontento verso governo e Parlamento è sempre più forte: l’81% degli ucraini disapprova il lavoro del parlamento (35% “un po’”, 46% “molto”). La Rada attualmente mantiene la fiducia solo del 10%, mentre il restante 9% si limita a non rispondere. Non certo migliore la situazione di Volodymyr Groisman. Ad appena pochi mesi dal suo insediamento il 59% degli ucraini disapprova il suo modo di governare. L’ex speaker della Rada mantiene il supporto del 20% della popolazione. Anche il cambio con Yatsenyuk non è stato percepito positivamente. Il 41% degli intervistati crede che l’avvicendamento non risolverà la crisi politica, il 23% che, addirittura, la peggiorerà, mentre solo il 12% si dice sicuro del fatto che risolverà le battaglie interne al Parlamento.

Male il gradimento di Poroshenko, sale l’ex top gun Nadia Savchenko: a giugno il 73% degli ucraini non approva le attività del presidente. Il magnate trova il supporto solo del 19% della sua popolazione. Tra i leader politici, sempre più in ascesa Nadia Savchenko, che incontra il favore del 45% degli ucraini, Andriy Sadovyi (sindaco di Leopoli) con il 33% e Mikheil Saakashvili con il 26%.

Le priorità per il paese alle quali le istituzioni dovrebbe pensare, secondo gli stessi cittadini sono: riforma anti-corruzione (44%), nuovi volti nel governo (33%), riforma del sistema sanitario (25%), riforma della giustizia (22%). Mentre le tre cose più importanti a cui pensare sono il conflitto in Donbass (52%), la corruzione degli organi statali (39%) e la disoccupazione (29%).

L’idea di elezioni legislative anticipate ad ogni modo non piace: solo il 38% della popolazione supporta questa idea, mentre il 47% si dice contrario a un’ipotesi del genere. Se si votasse domenica il 56% dei cittadini si recherebbe alle urne, mentre il 32% rimarrebbe a casa. Solo l’11% attualmente non è in grado di rispondere.

I filorussi primo partito: la frammentazione del blocco europeista e filo-occidentale ha determinato per la prima volta dalla rivoluzione di Maidan il primato di un partito filorusso, il Blocco d’Opposizione, movimento politico nato sulle cenere del Partito delle Regioni di Yanukovich. Se domenica si votasse per elezioni parlamentari anticipate il 14% degli elettori lo voterebbe (a prescindere da questo c’è da dire che difficilmente potrà conquistare la maggioranza dei seggi. Si tratterebbe dunque di una vittoria di Pirro, ma significativa, se pensiamo che alle ultime elezioni ha preso il 9%). Subito dietro, ex aequo, Patria di Yulia Tymoshenko, il Blocco Poroshenko (11%), Samopomich (9%), Partito Radicale (8%), Svoboda (4%), Partito di Saakashvili (3%). Pravy Sektor, così come il nuovo movimento del suo ex leader Dmytro Yarosh e il Fronte Popolare di Yatsenyuk si fermerebbe all’1%.

La spaccatura nel paese è evidente: il 54% della popolazione è favorevole all’ingresso nell’Unione Europea, il 15% all’Unione euroasiatica con Russia, Bielorussia e Kazakhstan. Il dato sull’Ue va analizzato nella sua interezza e complessità. Nell’ovest del paese è favorevole l’82%, al centro il 60%, al sud il 46%, ad est appena il 24% (qui la maggioranza vuole l’Unione Euroasiatica). Significativo anche il dato su un eventuale referendum per l’entrata nella NATO. Il 39% voterebbe a favore , il 32% voterebbe contro, lasciando alta la percentuale degli indecisi. Sarebbe un bel testo a testa. Anche qui il dato va analizzato a seconda della regione. A ovest e al centro vincerebbe il SI’ all’ingresso nell’Alleanza, a sud e ad est prevarrebbero i NO (con percentuali peraltro nette).

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