India: una sentenza storica

La salute dei cittadini conta più dei diritti di proprietà delle multinazionali farmaceutiche

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In India’s Patently Wise Decision, rubrica per The project syndicate, Joseph Stiglitz analizza la storica decisione con cui la Corte suprema indiana ha recentemente deciso di non riconoscere i diritti di proprietà sul farmaco anticancro Gleevec al gigante farmaceutico svizzero Novartis. Si tratta di una decisione saggia che anche gli altri paesi in via di sviluppo dovrebbero seguire per risparmiare denaro da utilizzare ed investire in salute pubblica, educazione, crescita e riduzione della povertà.
La decisione della Corte suprema indiana implica una sfida aperta alle grandi multinazionali gelose dei loro diritti di proprietà, che hanno già dichiarato, attraverso i loro lobbysti, come questa sentenza distruggerà gli incentivi ad innovare nel paese e si ripercuoterà poi sulla sanità pubblica. Queste affermazioni, secondo Stiglitz, sono economicamente e moralmente sbagliate: mentre alcuni sostengono come la protezione di questi diritti di monopolio siano necessari in quanto garantiscono l'innovazione, in realtà le più importanti scoperte scientifiche avvengono all'interno di università e laboratori di ricerca finanziati dal governo. Inoltre, ci sono i gravi costi che lobbysti e multinazionali dimenticano di ricordare: gli alti prezzi per i consumatori, la riduzione e deviazione di risorse e, nel caso di farmaci necessari a salvare la vita, la morte per coloro che non possono permettersi di pagare il costo di quell'innovazione. Ed anche nei paesi industrializzati è in corso un dibattito sulla ridefinizione delle cosiddette “patenti” per tutelare i diritti di proprietà in relazione al welfare state dei paesi. 
Anche se rappresenta solo l'1-2% del mercato farmaceutico globale, la politica dell'India di non rispettare i diritti di proprietà sui farmaci dagli anni '70 ha permesso al paese di sviluppare un proprio settore interno molto grande ed efficace, tanto da essere poi definita “la farmacia del mondo in via di sviluppo”. Un esempio su tutti dimostra l'impatto benefico di questo sviluppo: la produzione di farmaci anti-retrovirali da aziende indiane come Cipla ha ridotto il costo del trattamento dell'AIDS nell'Africa sub-sahariana del 99% rispetto a dieci anni fa. L'India è però oggi legata all'accordo TRIPS dell'Omc che ha costretto il paese a rivedere la legislazione interna sul rispetto dei diritti di proprietà, causando la preoccupazione di tutto il mondo in via di sviluppo sulle implicazioni dei farmaci a basso costo. 
Per questo, la decisione della Corte suprema indiana su Gleevec rappresenta un messaggio di straordinaria importanza per le multinazionali occidentali, dopo che per oltre due decenni i loro lobbysti hanno lavorato per armonizzare e rafforzare i diritti di proprietà: per l'India, e si spera per un numero crescente di paesi in via di sviluppo sottolinea Stiglitz, la protezione dei diritti di salute dei suoi cittadini è la priorità. 
La Corte suprema indiana ha potuto utilizzare nel caso Gleevec il grado di flessibilità che permette gli accordi Trips per quel che riguarda i criteri da adottare nel rilasciare le “patenti” di protezione dei diritti. Per questo gli Stati Uniti e molti paesi occidentali chiedono da anni un rafforzamento dell'accordo e, spinti dalle multinazionali, tendono ad inserire nei vari “accordi di libero scambio” con i paesi in via di sviluppo clausole rafforzative dei diritti di proprietà. Ma ora l'India, conclude Stiglitz, ha dettato la via da seguire.

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