Israele bombarda un'ambulanza e una scuola in Libano: è strage di civili

932
Israele bombarda un'ambulanza e una scuola in Libano: è strage di civili

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi nel Libano meridionale, colpendo aree civili, distruggendo un'ambulanza, danneggiando una scuola e provocando la morte di sei civili libanesi.

Secondo quanto riportato dalla rete locale Al-Mayadeen, aerei da guerra e artiglieria israeliani hanno preso di mira nella giornata di sabato numerose località, tra cui Kfra, Aadchit, Kunine, Bablie, Toul, Arabsalim, Shahabie, Mahmudie, Marwanie, Majdal Zoun, Aba, Mayfadun, Arnaba, la periferia di Maghdoucheh, Kfar Tebnit, Qatrani e la strada che collega Maarake a Teir Debba. Sotto i bombardamenti sono finite anche le città di Nabatieh e Sohmor, nella Valle della Bekaa occidentale, oltre alla foresta e alle alture di Rayhan e alla valle di Barqaz.

Uno degli episodi più drammatici si è verificato nella città di Zebdine, dove un raid israeliano ha centrato in pieno un'ambulanza che stava trasportando generi alimentari a una famiglia del posto: l'impatto ha causato cinque vittime civili. Nel distretto di Hasbaya, invece, i colpi d'artiglieria hanno centrato una scuola nella città di Barqaz, provocando un incendio e gravi danni strutturali all'edificio. All'inizio della stessa giornata, un altro attacco mirato contro una motocicletta a Deir al-Zahrani, nel distretto di Nabatieh, aveva già causato un morto.

Questi attacchi si consumano in un momento di estrema fragilità politica. Nonostante il recente annuncio del rinnovo del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, le forze israeliane continuano le operazioni aeree e di terra su diverse aree del Paese.

Dal canto suo, il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che i governi di Israele e Libano hanno ribadito di non nutrire intenzioni ostili reciproche, impegnandosi a proseguire i negoziati diretti a Washington per ristabilire la fiducia e lavorare a un accordo globale. Tuttavia, questa intesa diplomatica si scontra con una realtà di continue violenze sul campo – inclusi i raid israeliani che nei giorni scorsi hanno provocato altre nove vittime nel sud del Libano – e con le operazioni transfrontaliere. Ad aggravare lo scenario c'è il fronte interno: la Resistenza libanese (Hezbollah) non ha preso parte ai colloqui di Washington e ha già respinto l'accordo, definendolo una capitolazione e ribadendo che non accetterà alcuna intesa che mini la sovranità del Libano a vantaggio di Israele.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

 Parenti - Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti  Parenti - Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Parenti - Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti