JE NE SUIS PAS BORIS NEMTSOV
"Dalle nostre disgraziate parti è l'uomo adatto per la puntuale riduzione agiografica a eroe delle democrazia"
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di Diego Angelo Bertozzi
A Mosca è stato ucciso Boris Nemtsov il leader di un piccolo partito di destra e di una coalizione di formazioni anti-putiniane (che nelle ultime elezioni legislative del 2011 non ha neppure sfiorata la soglia di sbarramento del 7%), ma soprattutto uno dei responsabili - come tutto l'entourage di Boris Eltsin - del bombardamento con carri armati del parlamento russo del 1993, con l’uccisione di centinaia di oppositori.
L'uomo - con forte predilezione per vodka e prostitute (come testimoniano le tante foto che circolano in questi giorni) - che è stato elogiato dalla Thatcher per le sue ricette liberiste, quelle che in quegli anni ridussero alla fame milioni di russi e fecero di Mosca una docile periferia di Washington.
Così il Sole 24Ore descrisse l’eredità sociale di quelli anni di trionfo di privatizzazioni e rapine:
A Mosca è stato ucciso Boris Nemtsov il leader di un piccolo partito di destra e di una coalizione di formazioni anti-putiniane (che nelle ultime elezioni legislative del 2011 non ha neppure sfiorata la soglia di sbarramento del 7%), ma soprattutto uno dei responsabili - come tutto l'entourage di Boris Eltsin - del bombardamento con carri armati del parlamento russo del 1993, con l’uccisione di centinaia di oppositori.
L'uomo - con forte predilezione per vodka e prostitute (come testimoniano le tante foto che circolano in questi giorni) - che è stato elogiato dalla Thatcher per le sue ricette liberiste, quelle che in quegli anni ridussero alla fame milioni di russi e fecero di Mosca una docile periferia di Washington.
Così il Sole 24Ore descrisse l’eredità sociale di quelli anni di trionfo di privatizzazioni e rapine:
“Una quota altissima di popolazione ha visto crollare in pochi anni le proprie condizioni di vita, restringersi radicalmente il welfare sovietico. C'è un crollo forte e continuo, finora, del tasso di natalità e una crescita di quello di mortalità (alcolismo, suicidi, criminalità). Il numero dei poveri alla fine degli anni 90 arriva a comprendere il 40% della popolazione. E la grave crisi finanziaria nel 1998 – con ampie speculazioni sui titoli di stato – porta la Russia al default. Alla rovina di altri risparmi, all'arresto dell'espansione della nuova classe media per la chiusura a catena di banche e nuovi esercizi commerciali e finanziari. La grande ricchezza si concentra nelle mani di poche decine di oligarchi e nuovi ricchi”. (P. Sinatti, 27 aprile 2007).
E non mancarono i suoi plausi alle tante "rivoluzioni colorate" che consegnarono al nemico la periferia della Russia. L’uomo che stava per rivelare - secondo la credibile giunta golpista ucraina - le prove del coinvolgimento militare di Mosca nel Donbass!
Insomma dalle nostre disgraziate parti è l'uomo adatto per la puntuale riduzione agiografica a eroe delle democrazia. Nel frattempo - come chiedono gli Usa e i governi dell’occidente - attendiamo indagini serie. Come accade per J.F. Kennedy. Oppure per la stragi di Portella della Ginestra, Piazza Fontana, piazza Loggia, Bologna, Ustica…

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