L'11,7% della popolazione mondiale è in guerra: la mappa dei rischi geopolitici globali

Una percentuale anche maggiore è sul punto di entrare in un conflitto

2928
L'11,7% della popolazione mondiale è in guerra: la mappa dei rischi geopolitici globali


 
Zero Hedge riporta un'inchiesta di Michael Cembalest di JPMorgan che mostra come l'11,7% della popolazione mondiale sia attualmente in guerra (e una percentuale notevolmente maggiore sembra sul punto), e offre un'analisi dei rischi geopolitici per i mercati azionari. L'abbattimento di un aereo di linea malese in Ucraina orientale e le sanzioni crescenti contro la Russia, l'invasione israeliana di Gaza, i nuovi scontri in Libia, le guerre civili in Siria, Afghanistan, Iraq e Somalia, le insurrezioni islamici in Nigeria e Mali, il caos post-elettorale in Kenya, violenti conflitti in Pakistan, Sudan e Yemen, il caos nell'Africa centrale, e la situazione in Corea del Nord. Solo in Colombia un conflitto pluridecennale sembra apprestarsi a conclusione.
 
Come osserva Cembalest, la lista è lunga e in crescita:
 
Per gli investitori, per quanto strano possa sembrare, questi conflitti non interessano (almeno per ora) i mercati azionari. Forse questo riflette la presenza marginale dei paesi teatri di guerra all'interno dei mercati dei capitali globali e l'economia globale, se non con la produzione di petrolio. 
 
Deutsche Bank mette in guardia come i rischi geopolitici rimangono alti:

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti