La Basilicata scende in piazza contro le trivellazioni di Renzi
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Dopo poco meno di un mese, e cinque giornate (a novembre) di mobilitazione contro lo Sblocca Italia, oggi, 4 dicembre, i lucani sono scesi nuovamente in strada per ribadire un secco no all'articolo 38 del decreto Sblocca Italia e chiedere al presidente della Regione, Marcello Pittella, di impugnare la norma che in cambio di qualche milioncino di royalties, 'sottratte' dal Patto di Stabilità, in sostanza consegna le chiavi del territorio lucano in mano alle compagnie petrolifere.
E' bastato poco meno di un mese per far sì che il fronte del "no" si allargasse. Comuni, (circa 60 quelli che hanno chiesto al governatore lucano di impugnare il decreto "maledetto"), movimenti, cittadini, associazioni ambientaliste. E poi ci sono loro, gli studenti delle scuole superiori che con la loro presenza massiccia alle "5 giornate di Potenza" hanno dato manforte ad un movimento di protesta che va ben oltre le sigle e i colori politici. Domani in arrivo a Potenza anche gli agricoltori della provincia di Matera, in prima fila quelli della Valbasento che stanno pagando un prezzo altissimo per il solo fatto di trovarsi vicino ad un impianto di smaltimento di reflui petroliferi finito al centro di un'inchiesta dell'antimafia potentina per traffico illecito di rifiuti.

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