La Bce sta violando i trattati europei

Deve essere portata davanti la Corte di giustizia europea per il suo comportamento

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La Bce sta violando i trattati europei

Riprendendo la storica lamentela di Charles de Gaulle sul "privilegio esorbitante" dell'America come titolare della valuta di riserva mondiale, Ambrose Evans-Pitchard sul Telegraph ricorda come bisogna sempre stare attenti a ciò che si desidera. Ora che l'Europa ha la sua moneta forte scopre infatti che si tratta di una maledizione.
 
Con la banca centrale di Cina, Russia, Brasile e degli emirati del petrolio del Medio Oriente che acquistano euro per ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense, l'euro è salito di un ulteriore 9% nei confronti dela valuta statunitense ed in un anno è aumentato del 30% verso lo yen giapponese. Si tratta di una situazione assurda, secondo il Columnsnit del Telegraph, per un'unione monetaria che lotta per uscire dalla recessione e sta spingendo le economie in una deflazione stile anni '30. Durante la crisi Lehman la disoccupazione negli USA e nell'Eurozona era a livelli simili: le due sponde dell'Atlantico hanno avuto lo stesso shock creditizio nel 2008-2009, ma da allora gli americani hanno stampato denaro a oltranza ed il tasso di disoccupazione è sceso costantemente fino al 7.2%; al contrario in Europa si è preferito lasciare la moneta atrofizzata ed il risultato è il 27% di disoccupazione in Grecia, il 26% in Spagna.
 
L'inflazione dell'area euro nel mese di ottobre è scesa allo 0.7%.Siamo secondo Evans Pitchard ad un passo dalla deflazione conclamata. La Federal Reserve, la Banca d'Inghilterra,  la Banca centrale del Giappone e quella svizzera stanno stampando moneta per svalutare le loro monete e contenere la crisi di domanda interna, la Bce al contrario attende. "Ogni rivalutazione del 10% dell'euro costa alla Francia 150.000 posti di lavoro. La Gran Bretagna, gli Stati Uniti, il Giappone, tutti hanno una strategia di stimolo monetario, ma in Europa non abbiamo nulla se non una moneta forte e dei bilanci severi. La moneta non appartiene ai banchieri, e non appartiene alla Germania, appartiene a tutti i membri della zona euro, e su questo abbiamo qualcosa da dire", ha dichiarato il ministro dell'industria francese Arnaud Montebourg. Tra le discrasie principali che non permettono l'uscita dalla crisi, rimarca Evans-Pichard, vi è la compressione salariale della Germania nei primi anni dell'UEM, che le ha permesso di guadagnare un 25% di competitività sul costo del lavoro contro i paesi del sud Europa. Le famose riforme del lavoro Hartz IV sono stati in gran parte il risultato di una "svalutazione interna" all'interno dell'euro ed una politica di beggar-thy-neighbor protratta nel tempo.
   
 
Il rafforzamento dell'euro di quest'anno ha posto le premesse per un potenziale collasso dell'Europa del sud. La Banca centrale europea ha gli strumenti per scongiurare il rischio di deflazione e costringere l'euro a deprezzarsi in qualsiasi momento. Basterebbe soddisfare i suoi stessi obiettivi di inflazione al 2% e aggregato monetario M3 al 4.5%, e adempiere al suo obbligo primario previsto nel trattato UE di promuovere "una crescita economica equilibrata" , l'"occupazione ", e l'"interesse generale" dell'Unione. Per questo, secondo Ambrose Evanse Pitchard, la BCE sta violando i trattati e dovrebbe comparire davanti la Corte di giustizia europea. I suoi governatori dovrebbero essere chiamati a rendere conto al Parlamento europeo. Se quest'ultimo non ha la forza di affrontare la sfida più grande che l'Unione Europea si è trovata di fronte dal 1979, tanto vale sostiuire l'emiciclo di Strasburgo con un monumento alle milioni di vite degradate dell'Europa mediterranea. I governatori dell'Europa del sud e quelli degli altri Stati in vari gradi di difficoltà - che costituiscono la maggior parte della popolazione della zona euro – sono stati finora paralizzati di fronte alle intimidazioni della Bundesbank. Nel summit di questa settimana hanno la possibilità di farsi carico della politica monetaria ed agire nell'"interesse generale" dell'Unione.
 
La speranza, conclude Evans Pitchard, è che la Francia, l'unica con l'austorità morale per farlo, smetta di lamentarsi ed affermi la sua leadership per riportare la sanità mentale negli affari europei. Charles de Gaulle se ne sarebbe rimasto così passivo se fosse stato all'Eliseo oggi? Sicuramente non si sarebbe arreso alla linea Maginot della fortezza fiscale dell'Unione economica e monetaria.

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