La CNN nel mirino di Israele: reporter e cameraman detenuti mentre raccontano la guerra

Il reporter di CNN Turk e il suo cameraman stavano documentando le conseguenze degli attacchi missilistici iraniani quando sono stati presi in custodia

9069
La CNN nel mirino di Israele: reporter e cameraman detenuti mentre raccontano la guerra

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La scena è da manuale delle violazioni della libertà di stampa. Erano lì per raccontare al mondo cosa stava accadendo dopo gli attacchi missilistici iraniani su Tel Aviv. Inquadravano il ministero degli Affari militari, raccontavano di israeliani che correvano nei rifugi. Poi, nel bel mezzo della diretta, piomba la censura israeliana.

I militari israeliani si sono avvicinati e hanno interrotto la trasmissione. Il reporter Emrah Cakmak di CNN Turk e il cameraman Halil Kahraman sono stati presi in custodia. Niente spiegazioni, niente informazioni su dove fossero portati o per quanto tempo sarebbero rimasti in cella.

Ma la vicenda, già grave, ha preso una piega ancora più inquietante nei giorni successivi. Cakmak, una volta rilasciato, ha rivelato un dettaglio che sa di spy story: il suo iPhone è stato sbloccato nonostante lui si fosse rifiutato di fornire la password. Tradotto: i servizi israeliani hanno violato la memoria del telefono di un giornalista straniero che faceva semplicemente il suo lavoro.

L'Unione dei Giornalisti della Turchia (TGS) ha denunciato immediatamente l'accaduto, parlando chiaramente di "violazione della libertà di stampa". Bloccare i giornalisti che hanno il compito di informare il pubblico, e non proteggerli nelle zone di guerra, è una pratica inaccettabile.

Anche il governo turco è intervenuto. Burhanettin Duran, capo della Comunicazione, ha condannato gli "attacchi alla stampa" da parte di Israele.

I due professionisti erano arrivati in Israele proprio per seguire le conseguenze dei raid iraniani, scattati dopo l'aggressione militare congiunta di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. Un incarico chiaro, trasparente, da inviati in zona di conflitto. Hanno fatto solo ciò che qualsiasi giornalista farebbe: cercare di raccontare la verità.

E la verità, a quanto pare, a Tel Aviv dà fastidio. Tanto da interrompere una diretta, sequestrare un telefono, violare i dati personali di un cronista. Senza una parola di spiegazione ufficiale. Senza che nessuno, al momento, abbia fornito informazioni sulla durata della detenzione o sulle accuse (se mai ce ne siano state).

Questa non è sicurezza nazionale. Questa è intimidazione. È il messaggio chiaro a chiunque voglia raccontare ciò che accade in Israele: occhio a cosa inquadrate, occhio a cosa dite. Potreste finire come Cakmak e Kahraman. Con il telefono violato e la dignità professionale calpestata.

Chissà se qualcuno, nei palazzi del potere occidentale che tanto si riempiono la bocca di libertà di stampa, avrà il coraggio di chiedere spiegazioni a Israele. O se anche questa volta prevarrà la solita, comoda omertà.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

L' Occidente adora la guerra di Giuseppe Giannini L' Occidente adora la guerra

L' Occidente adora la guerra

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti