Da guerra lampo a pantano: l’Iran ribalta l’offensiva USA-Israele

1674
Da guerra lampo a pantano: l’Iran ribalta l’offensiva USA-Israele

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La proditoria guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio, concepita come un attacco rapido e decisivo, si sta rivelando un errore strategico di vasta portata. L’obiettivo era chiaro: colpire al vertice il sistema iraniano, eliminare la leadership politico-militare e così paralizzare la capacità di risposta del Paese. Ma, sulla base dei fatti emersi, il risultato è stato diametralmente opposto. L’Iran non solo ha assorbito il colpo, ma ha reagito immediatamente, trasformando quella che doveva essere una guerra lampo in un conflitto prolungato e sempre più intenso. Le forze armate iraniane, guidate dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, hanno avviato una risposta sistematica fatta di attacchi missilistici e droni contro obiettivi statunitensi e israeliani in tutta la regione. Con le ultime ondate dell’“Operazione True Promise 4”, Teheran ha mostrato un salto di qualità: non più solo difesa, ma offensiva su larga scala.

Sono stati colpiti impianti industriali, basi militari e infrastrutture strategiche in più Paesi del Golfo, oltre a numerosi obiettivi nel territorio israeliano, inclusi siti militari e punti di concentrazione operativa. Particolarmente rilevante è l’attacco ai sistemi radar e agli asset navali statunitensi, elementi fondamentali per il controllo militare della regione. La distruzione di questi sistemi indica una precisa volontà di indebolire la capacità operativa nordamericana, rendendo più vulnerabili le sue basi e le sue forze dispiegate. Sul campo, gli effetti iniziano a essere concreti. Secondo le informazioni disponibili, numerose installazioni statunitensi hanno subito danni significativi, costringendo a una redistribuzione delle truppe. Migliaia di soldati sono stati spostati, alcune basi risultano distrutte e le operazioni si fanno sempre più difficili e meno efficaci. Ancora più significativo è quanto accade nei cieli.

Le difese iraniane dichiarano di aver abbattuto diversi velivoli avanzati statunitensi, inclusi caccia F-35 stealth di ultima generazione. Una dinamica che smentisce apertamente la narrativa di una superiorità tecnologica incontrastata e che evidenzia come il conflitto sia tutt’altro che sotto controllo per Washington. Nel frattempo, la strategia iraniana appare chiara: rispondere “colpo su colpo”, ma con un’intensità crescente. Non si tratta più solo di reagire, ma di logorare l’avversario, colpendone infrastrutture, basi e capacità operative in tutta la regione. Il risultato è un ribaltamento dello scenario iniziale.

La coalizione che puntava a una vittoria rapida si trova ora coinvolta in una guerra lunga e complessa, mentre l’Iran, lungi dall’essere neutralizzato, dimostra capacità di resistenza e di iniziativa militare. In assenza di una de-escalation, ogni nuova ondata dell’operazione iraniana rischia di ampliare ulteriormente il conflitto. E quella che doveva essere una dimostrazione di forza si sta trasformando, sempre più chiaramente, in una guerra che sfugge di mano ai suoi stessi promotori.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE "TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA" - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Cina: il carrello della spesa come specchio del cambiamento   Una finestra aperta Cina: il carrello della spesa come specchio del cambiamento

Cina: il carrello della spesa come specchio del cambiamento

ShadowNet dietro le rivolte di Belfast? di Francesco Santoianni ShadowNet dietro le rivolte di Belfast?

ShadowNet dietro le rivolte di Belfast?

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

Liberali e nazionalisti: trova le differenze di Giuseppe Giannini Liberali e nazionalisti: trova le differenze

Liberali e nazionalisti: trova le differenze

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti