La crisi nordica prossima ventura vista da Tucidide

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La crisi nordica prossima ventura vista da Tucidide

                                                                                                                 

Parliamo del tema di politica estera che rischia di essere urgente nel prossimo futuro. Mi riferisco all'entrata della Svezia e soprattutto della Finlandia nella Nato. 


Premesso che l'entrata della Finlandia nella Nato è estremamente più grave dal punto di vista militare della stessa entrata dell'Ucraina nell'Organizzazione Atlantica ci viene detto: <<La Finlandia vuole entrare nella Nato perché ha paura di essere invasa dalla Russia>>. 


Ora, chiariamo perché l'entrata della Finlandia nella Nato sarebbe estremamente grave. 


1) Perché viene rotto definitivamente quel patto nato dopo la fine della seconda guerra mondiale che vedeva nella perfetta neutralità del paese nordico un elemento di garanzia assoluta per l'est e per l'ovest. Più l'esercito russo e quello della Nato sono distanti e meglio è per tutti. Invece rischiamo di avere oltre 1300 km di confine condiviso dove i due schieramenti sarebbero faccia a faccia. 

2) Perché nel Grande Nord si avranno le grandi sfide del futuro soprattutto in relazione al controllo delle rotte commerciali artiche e allo sfruttamento dei grandi giacimenti di materie prime. 

3) Perché dal punto di vista militare in quel quadrante si trova uno dei due santuari nucleari russo: mi riferisco al Mar Bianco da dove è previsto il lancio del deterrente nucleare strategico attraverso le piattaforme navali ( i sommergibili strategici) russe. Minacciare quel deterrente magari piazzando delle batterie di missili "antimissile" significa degradare la capacità della Russia di ricorrere a quell'arma. Ovvero significa minacciarla perché renderebbe più facile un attacco nemico. Questa è una cosa, nell'ottica militare, gravissima.

4) Infine perché con l'entrata della Finlandia nella Nato la seconda città russa, San Pietroburgo, sarebbe circondata e sotto assedio: a circa 100 km dal confine finlandese da Nord e a 100 km dal confine estone da ovest. Chiusa a tenaglia. 

Ma perché la Finlandia dovrebbe entrare? Cosa ci guadagnerebbe? Nulla, ha solo da perdere. La Russia non ha alcun interesse ad impelagarsi in un confronto con la Finlandia e dunque non ha interesse a minacciarla. La Finlandia allo stesso tempo non ha alcun interesse a vedersi puntati i missili nucleari russi come certamente accadrebbe con la sua entrata nella Nato.

E allora per quale motivo la Finlandia dovrebbe fare una mossa così stupida? A me viene in mente il dialogo tra i governanti di Milos e gli ambasciatori ateniesi che chiedevano ai primi di entrare nella loro alleanza e descrittoci da Tucidide nelle guerre peloponnesiache: 

Melii "E che noi restando in pace fossimo amici invece che nemici, ma alleati di nessuna delle due parti, non l’accettereste?"
Ateniesi "No, perché la vostra ostilità non ci danneggia tanto quanto la vostra amicizia, manifesto esempio per i sudditi della nostra debolezza, mentre l’odio lo è della nostra potenza"

Tucidide, La Guerra del Peloponneso, V, 94-95 ( Dialogo degli ateniesi e dei melii sulla giustizia in guerra).

Insomma, è molto più probabile che sia la Nato a comportarsi come gli ateniesi con i melii e a costringere i finlandesi ad aderire all'alleanza. Per fare cosa è facilmente intuibile.

Ve lo dico in anticipo prima che, nel caso, si verifichi. Ripeto, guardate che è potenzialmente molto peggio della crisi ucraina e che oltretutto si andrebbe a sommare a quest'ultima.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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