La Francia ha di nuovo la sua moneta
Ecco perché i costi dell'indebitamento della Francia stanno crollando
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Paul Krugman in France Has Its Own Currency Again, post del suo blog per il New York Times The Conscience of a Liberal, attira l'attenzione su un dato molto interessante rimarcato da Joe Weisenthal recentemente: i costi dell'indebitamento della Francia stanno crollando. Rispetto a coloro, i fautori dell'austerità che l'economista americano critica spesso, che ritenevano Parigi sull'orlo di una crisi similare a quella in Italia, o addirittura in Grecia, Weisenthal spiega chiaramente quello che sta accadendo: i mercati semplicemente hanno concluso che la Banca centrale economica non potrà permettere alla Francia di restare senza liquidità, perché a quel punto l'esperienza dell'euro non esiterebbe più. Così per la Francia, prosegue Krugman, nella sua analisi la Bce è desiderosa di giocare quel ruolo di prestatore di ultima istanza che non garantisce agli altri paesi maggiormente indebitati, fornendo liquidità illimitata a Parigi.
E questo significa che, in termini finanziari, la Francia si è unita al club dei paesi avanzati che hanno una loro propria moneta e quindi non hanno problemi di liquidità – un club in cui i membri hanno bassi costi di indebitamento, e questo indipendentemente dalla quantità di debito o deficit presenti nei paese.
Cosa c'entra questo con l'austerità? Nulla, conclude Krugman, che dà il suo personale benvenuto alla Francia.

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