La Francia sollecita una risposta internazionale alla crisi in Libia

Si profila un nuovo intervento nel Paese?

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Il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian ha esortato la comunità internazionale ad agire con decisione in Libia, mentre crescono timori che il paese stia diventando uno dei principali "hub di terroristi" alle porte dell'Europa.
 
Ma mentre i principali attori regionali hanno espresso preoccupazione per il caos in Libia, sono apparsi scettici sulla possibilità di un intervento internazionale nel paese.
 
Il Ministro della Difesa francese ha detto di voler "suonare l'allarme circa la gravità della situazione in Libia."
 
"Il sud è una sorta di hub per gruppi terroristici che lo usano per rifornirsi di armi e riorganizzarsi. Il nord e i centri politici ed economici del paese sono ormai a rischio di cadere sotto controllo jihadista. E la Libia è la porta d’ingresso per l'Europa  e il Sahara ", ha avvertito in un'intervista a Le Figaro.
 
"Dobbiamo agire in Libia e mobilitare la comunità internazionale", ha sottolineato il ministro, settimane dopo che il presidente François Hollande ha descritto la situazione libica come la sua "grande preoccupazione" e ha fatto appello ad un non specificato aiuto delle Nazioni Unite nel paese.
 
La Francia ha giocato un ruolo importante nell’intervento militare della NATO in Libia del 2011 per deporre Muammar Gheddafi e ha truppe di stanza nel vicino Mali che Le Drian ha detto che potrebbero avvicinarsi in collaborazione con l'Algeria. Il portavoce del ministero degli Esteri Romain Nadal ha sottolineato tuttavia che solo una "soluzione politica" potrebbe funzionare in Libia.
 
Il primo ministro algerino Abdelmalek Sellal ha avvertito durante il fine settimana: "Noi non accettiamo un intervento straniero ai nostri confini, vogliamo una soluzione regionale. C’è bisogno di consenso per mettere in piedi un governo e istituzioni capaci di governare il paese", ha aggiunto Sellal.
 
La situazione della sicurezza in Libia è sempre più fluida da quando Gheddafi è stato rovesciato e ucciso tre anni fa con l'aiuto delle potenze occidentali, con le autorità provvisorie incapaci di fronteggiare le potenti milizie che hanno combattuto per cacciare il  Colonnello.

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