La grande bellezza di Gaza

1049
La grande bellezza di Gaza


di Patrizia Cecconi
 
Gaza, 21 marzo 2016, Nena News - Quando si parla di forza della vita, di creatività femminile, di arte che si fonde con l’artigianato, di volontà che sfida il negativo e trasforma in bellezza l’opprimente peso della povertà e dell’assedio, allora di sicuro possiamo dire di trovarci di fronte alle donne palestinesi, sia singole che organizzate in gruppi, comitati o associazioni per realizzare qualcosa di bello, o di buono, o di utile con un tocco inconfondibile. E’ il tocco del “genere” che, vi piaccia o meno, fa capire a chiunque che la mano e l’anima femminile è passata di lì.
 
Gaza, la Striscia martoriata e assediata, dove vivere è come stare in una scatola in cui perfino la libertà di guardare il cielo è avariata dal rischio di vederlo portatore di morte, questa Striscia lunga solo 40 km in cui è difficile entrare e da cui, per i gazawi, è quasi impossibile uscire perché chiusa al mondo dall’assedio israeliano, in questa piccola striscia di terra esistono un numero incredibile di associazioni femminili. Ben sessanta di queste si sono unite per dar vita a un festival di bellezza durato tre giorni e appena conclusosi.

 
A Gaza city, cittadina che in Occidente si stenta a credere bella, si è svolta infatti una mostra di creatività femminile che ha visto l’afflusso di migliaia di persone a partire dal primo giorno, quello in cui un temporale ha accompagnato a dispetto l’inaugurazione senza, tuttavia, riuscire a rovinarla. Due saloni enormi hanno accolto le più diverse manifestazioni di artigianato, da quello tradizionale e sempre bellissimo, come borse, abiti e scialli ricamati, a quello che unendo tradizione e modernità ha messo in mostra gioielli bellissimi di argento e pietre dure come quelli prodotti da Fadwa, artista che ad una splendida collana ha voluto affidare il sogno della libertà attraverso due onde d’argento.
Donne in Fiera è il nome dato alla mostra e, come si addice ad una bellissima fiera, la diversità è stata motivo di ricchezza e di maggior interesse.

 
 
Dalle donne di Um Al Nasser, villaggio a nord della Striscia dove aviazione e artiglieria israeliane un anno e mezzo fa si sono esercitate “nell’arte” più crudele che ci sia uccidendo, devastando a radendo letteralmente al suolo la “Terra dei bambini”, cioè il grande asilo costruito da Vento di Terra, da queste donne, organizzatesi nel centro Zeina Women ancora col sostegno di Vento di Terra, sono arrivati giochi per bambini in tessuto e in legno creati nel loro nuovo centro. Dalle donne in carcere per reati diversi sono arrivati cesti, ricami e scrigni. Dalle donne che hanno studiato l’uso di erbe e prodotti della natura sono arrivate creme e saponi di altissima qualità. Altre associazioni e singole artigiane hanno esposto ceramiche non tradizionali ma sempre con richiami alla terra di Palestina e ai suoi miti, a dimostrazione del fatto che l’ideale collettivo e l’identità che questo popolo non ha mai perduto passa attraverso qualunque forma artistica e artigianale.

 
 
Nel settore alimentare una strana contaminatio tra dolci arabi e dolci italiani ha attirato l’attenzione e la curiosità di molti. I dolci italiani, infatti, sono una novità dovuta all’arrivo tramite il Centro di cultura italiano di un gruppo di formatori tra cui due giovani pasticceri di Milano. I due ragazzi hanno insegnato la pasticceria italiana e prontamente le donne di una delle tante associazioni presenti hanno messo in pratica quanto appreso preparando mousse al cioccolato e tortine alla panna montata.

 
 
“Gaza vive” poteva essere il sottotitolo di Donne in fiera perché la vitalità e l’entusiasmo che si sono sprigionati per tre giorni nei saloni della mostra sono stati un’altra dimostrazione che questo popolo, e nel caso specifico la parte femminile di questo popolo, è più forte delle armi del suo nemico e più resistente del muro costruito da Israele per assediarlo. Le Donne in fiera hanno saputo dimostrarlo con un attributo che appartiene al genere, anche quando vive sotto occupazione. Non ce ne vogliano gli uomini: si chiama bellezza! Nena News

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti