La grandezza dell'Uomo Morricone in un gesto

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La grandezza dell'Uomo Morricone in un gesto


di Angelo Inglese*


Un pensiero per Ennio Morricone, non di certo per ostentare, bensì per sottolineare la grandezza di un Uomo, la sua onestà intellettuale, oltre che l'immortale Artista.

Correva l'anno 1996, ero un ragazzo di 24 anni carico di speranza e d'un fuoco che ardeva risoluto e tumultuoso.

Una settimana al mese da Parigi - dove vivevo - raggiungevo Osimo, per insegnare repertorio ai giovani cantanti dell'Accademia d'Arte Lirica e Corale. Fu in quel periodo che mi capitò tra le mani il bando del Concorso internazionale di composizione “2 agosto” di Bologna. Fui attratto dal contesto tragico e significativo che legava questa competizione alla storia dell'Uomo, alla storia del nostro Paese, all'eterna lotta contro la violenza per l'umanità, e dal testo letterario da musicare: la Querela Pacis di Erasmo da Rotterdam. Composi di getto una cantata sinfonica per soprano e orchestra intitolata “Etenim si ego Pax...”, in cui cercavo di evocare la sciagura, il cruento scenario di quel fatidico 2 agosto 1980. Un'esplosione sonora, un urlo straziane di tutta la tavolozza orchestrale introduceva, su una cellula melodica - divenuta poi sigillo di quasi tutta la mia produzione musicale - il melodrammatico lamento della Pace.

Spedì la partitura senza alcuna esitazione; in quella Musica c'era tutta la mia anima e sapevo che, anche se non ottenevo alcun premio, con quella partitura inauguravo un nuovo percorso stilistico-creativo. Passarono un paio di mesi, quando mi giunse la notizia che il secondo premio era mio; seguì una telefonata informale dell'allora direttore del concorso, il quale mi raccontò come erano effettivamente andate le cose. Mi descrisse in tutti i dettagli in che modo Ennio Morricone (presidente della giuria) difese a denti stretti la mia partitura, battendo i pugni contro qualche “particolare pressione” e minacciando di abbandonare il tavolo dei giurati qualora non mi fosse stato aggiudicato almeno il secondo premio, visto che il primo era assegnato a prescindere...

Dopo l'esecuzione in Piazza Maggiore, ricevetti a casa una sua lettera in cui dichiarava la sua “intuizione” nei confronti di un giovane compositore. Il suo gesto fu per me stimolo di incommensurabile valore umano e artistico.



La grandezza è sinonimo di semplicità, di disarmante umiltà, di piccoli grandi gesti fatti in silenzio, d'Amore.
Grazie Ennio!

*Angelo Inglese è compositore e direttore d’orchestra. Autore di "Si chiamerà Angelo" (2018)

 

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