La gratitudine non è di casa nel Movimento Cinque Stelle...
Grillo resta l'unica figura in grado di guidare la battaglia di sovranità dei prossimi mesi...
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“Grazie a noi Grillo è tornato a fare i tour”. In un momento in cui il suo partito dimostra per l'ennesima volta di non essere in grado di governare in modo adeguato comuni, regioni o Stato che sia: in un momento in cui la reputazione del ministro del lavoro da lui scelto per eseguire gli ordini di macelleria sociale provenienti da Berlino, Francoforte e Bruxelles viene distrutta da una foto; in questo momento storico del paese di precarizzazione assoluta, disoccupazione di massa e povertà diffusa, il nostro premier Matteo Renzi, in un vistoso maglione rosso (la prima cosa di sinistra che fa dall'inizio della sua carriera politica), pensa bene di attacare l'unica persona che da anni si batte in modo serio per la trasparenza delle istituzioni e per il fatto che cittadini onesti possano fare da garanti all'interno della vita politica. Invece di fare inutili accordi sul Senato, pensare a come salvare politicamente la figura di Berlusconi o ingegnarsi a come far più contenta Angela Merkel riducendo i diritti dei lavoratori italiani, Renzi perchè non si occupa, secondo voi, di una nuova legge anti-corruzione o del conflitto d'interesse?


Da quando Fassino gli ha consigliato di farsi un partito tutto suo perché nel Pd non c'era spazio per portare avanti quelle istanze e poi abbiamo capito il perché, Beppe Grillo e il Movimento cinque Stelle hanno di fatto cambiato la politica italiana. Nonostante la gratidutine non sia di questo paese, come ricorda Paolo Becchi sul Fatto Quotidiano e come dimostrano gli attacchi recenti ricevuti anche da fuoco amico parmigiano, il leader del Movimento cinque Stelle, anche se è un po' stanchino, è l'unico in grado di guidare l'ultima decisiva battaglia per il futuro del nostro paese, che sarà una battaglia di sovranità. E questo semplicemente perché tutti gli altri partiti, leader politici o presunti tali sono ampiamente delegittimati e screditati da anni di sottomissioni.
Nell’ultimo periodo mi è capitato di criticare alcune scelte di Beppe Grillo e del M5S. Il mio voleva essere un monito contro il rischio di una deriva partitocratica che snaturerebbe il progetto politico del Movimento.
Oggi però vorrei dedicare questo post per ringraziare a titolo personale un uomo, che, con il suo coraggio e con la forza delle sue idee, ha cambiato per sempre la politica italiana. Un uomo che in questi giorni è sotto attacco non soltanto da parte dei soliti media di regime, ma addirittura anche da qualche esponente (miracolato) del movimento da lui stesso fondato. La gratitudine si sa non è una qualità molto diffusa in questo paese…
La democrazia può partire solo dal basso. Il nuvo ‘Rinascimento avrà origine nei Comuni’. Era il 7 febbraio 2008 e con il primo comunicato politico dal suo Blog, Grillo organizzava le liste per le amministrative di ottobre di quell’anno: la politica italiana non sarebbe stata più la stessa, travolta da uno tsunami di trasparenza, onestà e partecipazione.
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L’anno successivo, nell’impossibilità di partecipare alle Primarie del Partito Democratico e seguendo il buon consiglio di Piero Fassino – “Se Grillo vuol fare politica, fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende” – il Movimento Cinque Stelle iniziava la sua rivoluzione di democrazia diretta. Dopo lo tsunami tour del 2013, che sanciva la nascita definitiva di una vera e propria comunità, alle elezioni di febbraio M5S diventava la prima forza politica, merito che solo Napolitano non gli ha voluto riconoscere, preferendo le larghe intese pur di realizzare i dettami dei poteri forti dell’Europa.
Il Movimento entra comunque nei palazzi e con le Quirinarie, meraviglioso esempio di democrazia diretta, manda subito in tilt il sistema, costretto a sfidare la Costituzione nell’affidare un secondo mandato a ‘Re Giorgio’. Con la strenua difesa della Costituzione, la restituzione di 43 milioni di euro di finanziamenti pubblici e la drastica riduzione degli stipendi dei portavoce a sostegno delle Pmi, il biglietto da visita è rivoluzionario per un sistema abituato a ragionare in modo diametralmente opposto (Mose, Expo e MafiaCapitale sono solo gli ultimi tre esempi in tal senso). Poi dallacampagna elettorale delle Europee alla trattativa con Renzi alcuni errori, secondo me, sono stati commessi e li ho già evidenziati anche in questo blog.
L’incontro di ieri organizzato dal sindaco di Parma Pizzarotti con quelli che i mass media definiscono “dissidenti” si è contraddistinto per l’assenza di un qualsiasi gesto di gratitudine, di riconoscenza nei confronti di un uomo che, nonostante gli errori (e chi non ne ha fatti), ha sacrificato interi anni della sua vita per lasciare nel paese un’impronta indelebile di trasparenza, onestà e partecipazione. Un uomo che ha creato una comunità che rappresenta l’ultima chance per un paese sull’orlo dell’abisso. Niente di tutto ciò è stato ricordato a Parma, dove si è parlato di un passo indietro di Grillo che mai c’è stato e qualcuno ha chiesto addirittura di togliere il suo nome dal simbolo del Movimento. Di fronte a tale miseria umana è inutile spendere parole, ma mi si lasci esprimere un grazie sincero a Beppe Grillo per quello che ha fatto e continuerà a fare.

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