"La Grecia: il topo da laboratorio della troika"

Costas Douzinas sulle modalità di resistenza a disposizione delle popolazioni

5619
"La Grecia: il topo da laboratorio della troika"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

di Alessandro Bianchi

Costas Douzinas. Director of the Birkbeck Institute for the Humanities all'università di Londra e Columnist per il Guardian. Autore di The End of Human Rights: Critical Legal Thought at the Turn of the Century Philosophy and Resistance in the Crisis

- Professore nel suo ultimo libro "Philosophy and resistance in the crisis", Lei sostiene come la ribellione ed i movimenti contro l'austerità emersi dal 2011 rappresentino l'unica speranza per una nuova Europa, equa e solidale. L'ultima elezione in Germania sembra però frenare ogni speranza. Il cambiamento è davvero possibile?
 
È possibile. E dobbiamo combattere perchè avvenga. Naturalmente le difficoltà sono immense. Da questo punto di vista, l'esito delle elezioni tedesche è stato più importante per noi, paesi del Mediterraneo, che per la Germania stessa. Del resto, se invece della Merkel avessero vinto i socialisti di Steinbruck non sarebbe cambiato praticamente niente, hanno le stesse idee.
Si commette spesso l'errore di collegare l'Unione Europea al mercato, ma non è cosi. Nel nostro continente sono radicate le tradizioni, i valori ed i principi migliori al mondo: ci sono le idee universali che derivano dal Risorgimento, dalla Rivoluzione francese e dall'Illuminsmo radicale. Come ha scritto Braudel in un suo libro meraviglioso, il Mediterraneo è il mare degli spiriti perchè le navi che partivano da Genova o Venezia non trasferivano solo merci, ma soprattutto idee ed uomini. Devono riemergere. La battaglia epocale è sui valori e non sul mercato. 
Le politiche di oggi incentrate sulle scelte dettate dal "marco" stanno prevalendo, è vero. E se non saremo in grado di far rivivere queste migliori tradizioni connaturate ad i nostri paesi, l'Unione Europea morirà. Da questo punto di vista la vittoria di Angela Merkel può essere paradossalmente una nota positiva per i paesi del sud, proprio perché accelera l'urgenza della loro rivendicazione.

- Ma chi dovrebbe farli riemergere se i partiti tradizionali di sinistra hanno abbracciato quelli del liberismo?
 
La grave responsabilità storica della sinistra della crisi attuale è proprio quella di non avere più a riferimento i valori di solidarietà, libertà, fraternità ed uguaglianza che esistevano alla fondazione dell'Unione Europea, quando l'idea di giustizia sociale, prosperità redistributiva e diritti umani erano tre pilastri di riferimento. Oggi non abbiamo più la prosperità, con la crisi economica che sta rendendo povero una parte importante del continente, ma anche i concetti di solidarietà e quelli di redistribuzione non fanno più parte della dialettica politica. Perché mai un elettore inglese o uno tedesco dovrebbe decidere di votare per il Labour o il Psd se le loro politiche sono solo una versione sbiadita di quelle neo-liberali di Merkel e Cameron?
 
- Però si tratta di una scelta suicida per i socialisti europei, come dimostra anche l'implosione del Pasok in Grecia. Perché continuare?
 
I partiti tradizionali di sinistra stanno collassando per il tradimento ideologico verso la base storica dopo la svolta liberale, ma anche per un cambiamento sociologico epocale a cui stiamo assistendo che non sono in grado di percepire e preferiscono rimanere legati ad i vecchi schemi. Mentre i vecchi partiti comunisti trovavano nella fabbrica, nel luogo fisico del lavoro, le loro radici, il modello del lavoro è oggi cambiato ed in una società basata sui servizi, sulle reti e sulla multimedialità, la materialità della prestazione si è dissolta. Sta emergendo in modo forte un modello di democrazia diretta contro la gerarchizzazione tipica del passato. L'idea chiave è di ripensare la relazione tra il cittadino e le organizzazioni socio-economiche: i blog, internet ed i vari social network dimostrano come la mediazione e l'idea centralizzata dell'organizzazione sociale siano destinati a scomparire. Nel mondo dell'economia, che ci piaccia o no, siamo subito ed in modo diretto interconnessi senza l'intermediazione che in passato poteva essere ad esempio il sindacato. Anche in politica il passaggio che si compirà è lo stesso, perché non si può più a delegare ad altre persone, organizzazioni o associazioni. Si tratta di una sfida epocale su come influire in modo organico sull'evoluzione socio-economica del paese e la sinistra tradizionale non l'ha compreso.
 
- Syriza rappresenta in Grecia un elemento di rottura significativo rispetto a questa tradizione. Il suo leader Tspiras è stato recentemente candidato dalla sinistra europea a concorrere per la presidenza della Commissione. E' lui il "faro" da cui ripartire?

L'esperienza di Syriza è emblematica per comprendere l'evoluzione politica in atto in Europa ed in un certo senso può essere comparata con quella del Movimento cinque stelle in Italia.

Continua a leggere: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=5729
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

VENEZUELA: NON COLPEVOLIZZATE LA VITTIMA di Geraldina Colotti VENEZUELA: NON COLPEVOLIZZATE LA VITTIMA

VENEZUELA: NON COLPEVOLIZZATE LA VITTIMA

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti