La Grecia verso un default controllato

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La Grecia verso un default controllato

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Dopo il voto di domenica con cui il Parlamento ha approvato le nuove misure di austerità richieste, lo scenario politico in Grecia rimane incerto e crescono i timori che il governo non sia in grado di rispettare i piani d'austerità necessari per placare i mercati. Antonio Samaras, il leader del partito conservatore e probabile primo ministro dopo le elezioni di aprile, ha inviato una lettera di intenti a UE e FMI dichiarandosi pronto a mantenere gli impegni stabiliti per il salvataggio.  Confermando così l'impegno formale bipartisan agli impegni con la troika.
Secondo il Financial Times, tuttavia, la Germania, Olanda e Finlandia starebbero facendo pressioni per un'uscita della Grecia dalla zona euro o perlomeno rinviare l'applicazione del piano di aiuti a dopo le elezioni. A conferma, il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha escluso una partecipazione delle banche nazionali dell'Eurozona e quindi della BCE, a un taglio del debito contratto dalla Grecia.
Il Primo ministro del Lussemburgo e capo dell'Eurogruppo Jean Claude Junker ha annullato il meeting previsto per mercoledì e declassato l'incontro a video conferenza. I funzionari dei ministeri delle Finanze della zona euro stanno valutando come ritardare l'applicazione di alcune parti o addirittura tutto il secondo pacchetto di salvataggio da 130 miliardi per la Grecia, evitando comunque un default disordinato del paese.  I ministri delle Finanze non sarebbero soddisfatti circa il pieno impegno dei leader politici greci sulle riforme. 

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