La minaccia di un’altra crisi dell’euro

Due istituzioni tedesche hanno ormai registrato profonde obiezioni alle politiche che sottendono l'euro

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 La minaccia di un’altra crisi dell’euro

 

 
La Germania si è arresa e l'euro è salvo. Per Gideon Rachman sul Financial Times, sembra essere questa l'interpretazione data dai mercati alla decisione della Corte Costituzionale tedesca – che considera il programma della Bce Outright Monetary Transactions (OMT) incompatibile con il diritto europeo  - di adire la Corte di Giustizia Europea.
 
Poiché la Corte Europea difficilmente avallerà il giudizio della Corte di Karlshrue, la BCE sarà in grado di preservare il programma di acquisto dei titoli di stato dei paesi.
 
L’annuncio della politica della Bce di acquisto di bondi a metà del 2012 è stato, senza dubbio, un punto di svolta nella crisi dell'euro. Ora la BCE potrebbe essere tentata di andare anche oltre. Con la minaccia di deflazione che si aggira per l'Europa, la banca è sotto pressione affinchè lanci una versione europea del quantitative easing, imitando gli Stati Uniti, il Giappone e le autorità britanniche. Mario Draghi, il presidente della Bce, timoroso della reazione tedesca, ha finora suggerito che una tale politica sarebbe illegale. Ma ora che sa che i giudici tedeschi hanno deferito tale decisione alla Corte di giustizia europea, potrebbe essere un po' più audace.
 
La sentenza del tribunale ha profonde implicazioni politiche. La Germania sembra essenzialmente aver accettato che, anche se l'euro è la moneta della Germania, la sua gestione non è soggetta al controllo delle istituzioni tedesche.  
 
Ma gli integrazionisti europei potrebbero pagare un caro prezzo politico: un indebolimento costante della legittimità del progetto europeo e dell'euro in Germania, il più grande Stato dell'Unione europea e la sua più forte economia.
 
Due delle istituzioni più rispettate in Germania, la Bundesbank e la Corte costituzionale, esprimono pubblicamente le loro profonde obiezioni alle politiche che sostengono l'euro.
 
Finché l'economia tedesca è forte, queste lamentele difficilmente contageranno i principali partiti. Ma quando le cose si faranno difficili, come inevitabilmente accadrà, i problemi della Germania saranno addossati agli atti illeciti e improvvidi delle istituzioni europee.
 
Nei paesi europei che già soffrono economicamente, la reazione politica contro l'UE e l'euro è già in aumento. I sondaggi dell'UE mostrano che la popolarità dell’Unione è crollata in paesi come Francia, Italia e Spagna. Henri Guaino, uno stretto consigliere di Nicolas Sarkozy, quando era presidente della Francia, di recente ha rilasciato un'intervista in cui ha ipotizzato che "errori di politica monetaria possono distruggere una società."
 
Le elezioni europee di maggio forniranno una prova di forza per i partiti anti-europei in tutto il continente. Il malcontento per un'economia debole e l'euro rischia di fondersi con la crescente reazione contro la libera circolazione delle persone all'interno dell'Unione europea. Questo è stato dimostrato nel referendum per le quote dei cittadini comunitari del fine settimana in Svizzera, che non è membro dell'UE, ma fa parte della zona di libero movimento.
 
I risultati delle elezioni europee di maggio potrebbero essere uno shock, con i partiti  anti-europei, come il Fronte Nazionale francese, che vincono in Francia, nei Paesi Bassi, in Grecia, Regno Unito e Austria. Questi risultati potrebbe destabilizzare i mercati e rendere più difficile per i partiti centristi fare i compromessi necessari a mantenere l'Europa in corsa.
 
In risposta a questo scenario apocalittico, un europeista convinto potrebbe sottolineare che, anche se i partiti anti-europei facessero grandi guadagni, ci sarebbee ancora una maggioranza pro-euro e pro-UE nel Parlamento europeo una volta che partiti di centro - destra e di centro-sinistra decidessero di fare fronte comune. Mentre le economie si riprendono gradualmente, così la resistenza delle forze anti-europee potrebbe attenuarsi. In definitiva, l'euro non solo è sopravvissuto, ma potrebbe uscirne rafforzato dalla crisi, dal momento che le principali istituzioni, in particolare la BCE, hanno acquisito le competenze di cui hanno bisogno per farlo funzionare.
 
Ma c'è anche uno scenario diverso. La crisi economica ha gravemente danneggiato l'euro, ha spogliato il progetto di sostegno e di legittimità ed esposto i difetti di progettazione della moneta unica. Tali debolezze possono essere risolte solo con la creazione di qualcosa di molto più vicino a uno Stato europeo. Ma la crisi ha profondamente minato il sentimento europeista che sarebbe necessario per costruire gli Stati Uniti d'Europa. Anche in Germania, che ha storicamente sostenuto l'ideale europeo, le istituzioni più rispettate del paese ammettono l’errore.
 
Il risultato? L'euro è bloccato tra un'economia in crisi, istituzioni inadeguate e sostegno pubblico molto basso. Non propriamente una ricetta per il successo.

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